Giornalismo e servilismo

Servilismo: sottomettersi in modo meschino a persone più potenti, per timore o per opportunismo, rinunciando alle proprie convinzioni e soffocando la propria personalità. Così un buon vocabolario italiano definisce un atteggiamento assai diffuso anche oggi, proseguendo una lunga tradizione, nel nostro Paese. D’altro canto, Bruno Barilli scrisse a suo tempo che gli italiani volano in soccorso al vincitore; questa frase rappresenta un tipico atteggiamento servile, ma io la correggerei in: volano in soccorso di colui che ritengono sarà il vincitore. Questa attitudine è comune oggi specialmente tra coloro che operano nel settore della comunicazione. Non per niente può anche dirsi (almeno, io lo dico) che un giornalista competente e intellettualmente onesto è raro a trovarsi come una mosca bianca. Chi ha lo stomaco o l’obbligo di sorbirsi qualcuno tra i molti talk show (e perché non “chiacchierate”?) in onda su quasi tutte le reti potrà notare come sia mielato il linguaggio di chi parla oggi di Renzi o del governo. Un linguaggio completamente diverso da quello, servile nei confronti di Letta e diffidente al limite della scortesia verso Renzi, usato dalle stesse persone fino alla fine dell’anno scorso; e poi progressivamente riorientato verso un renzismo via via sempre più lingua-in-terra-a-pulire-le-suole del nuovo capo. Che volete fare: così va il mondo; o per lo meno il nostro Bel Paese.

Del servilismo è poi accompagnatrice necessaria la ruffianeria; e – forse appena meno necessarie – la baratteria, la falsità, e quant’altro Dante raffigura punito nel secondo cerchio dell’inferno. Naturalmente nessuno tra quelli che ne hanno fatto costume ammette di avere questo atteggiamento servile, ruffiano, falso eccetera: e così vediamo giornalisti fino a poco tempo fa spregiatori di Renzi o ironici nei suoi confronti rivoltarsi come gatte infuriate contro chi ricordi, ancorché per accenni, la circostanza.

Mi si dirà: ma pensi tanto male dei giornalisti? Dire la verità non è pensar male, e, per esempio, dire che molti di coloro che dovrebbero dire la verità sono poi tra quelli che hanno inventato, e inventano, o si fanno suggerire, le più grosse menzogne, è la pura verità. Quali bugie? L’esistenza nella prima repubblica, per esempio, di una conventio ad excludendum nei confronti dei comunisti (in verità il PCI non ha mai governato perché non ha mai avuto i voti per farlo): bugia, questa, inventata per servilismo nei confronti dei comunisti e dei lorp servili utili idioti; o che i ministri di Renzi si rendano conto di quello che stanno facendo.

Una circostanza aggravante della situazione è poi costituita dal fatto che la casta degli operatori dell’informazione ritiene di impersonare la minoranza intelligente dell’opinione pubblica; forse non ricordano quanto è stato molto autorevolmente detto: che dentro ogni minoranza intelligente c’è una maggioranza di cretini.

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