La madre dei cretini è sempre incinta

Sentivamo tutti la mancanza di dichiarazioni di Carlìn Petrini, uno degli uomini che sono riusciti a diventare magnati predicando la miseria degli altri e la crescita zero, sempre degli altri. Inventore di quella bella pensata dello Slow Food e del Chilometro zero, complice della Coldiretti nel mollare fregature ai poveri consumatori, ora se la prende con l’Expo.

“È senz’anima” tuona, e poi ne dice anche una giusta (l’unica della sua vita? Probabile). Accusa infatti gli agricoltori di sfruttamento di mano d’opera: ora, se è vera, come è vera, l’accusa, sono i suoi complici ad essere accusati. Di sfruttamento di mano d’opera e di estorsione nei confronti dei consumatori.

La verità è che l’Expo ha problemi perché:

  1. Come tutte le iniziative gestite in regime emergenziale si è riempita di ladri;
  2. Improvvidamente la giunta Moratti comprò l’assenso di importanti centri di potere per Milano strapagando consulenze a marpioni tipo Al Gore e Jeremy Rifkin, che hanno fatto della disinformazione ambientale un affare cospicuo.

Una novità assoluta? No, ci sono molti altri che vivono di malaffare, e spesso gli va bene. Se qualcuno mi chiederà un elenco, lo riceverà.

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