La mamma dei cretini è sempre incinta – III

Il cretinismo è mondiale. Andiamo negli USA a trovare il senatore democratico del Massachussets Edward Markey, il quale si oppone alle trivellazioni autorizzate da Obama per le ricerche petrolifere in atlantico perché, dice, “porteranno ad accelerare lo sviluppo dei combustibili fossili che esacerbano i cambiamenti climatici”.

Prima cretinata: l’origine antropica del cambiamento climatico è tutta da dimostrare, e l’attività in questo senso comprende una buona serie di truffe, falsità scientifiche e bugie dimostrate (cfr. Università dell’East Anglia).

Seconda cretinata: il mancato sviluppo delle attività auspicato dal senatore determinerebbe la perdita di 5 miliardi di barili, 24 miliardi di dollari l’anno per l’erario e 280.000 posti di lavoro; incassi e lavoro che, evidentemente, non costituiscono priorità per i democratici del Massachussets.

Ma ci sono una terza e una quarta cretinata nascoste in questa vicenda: una degli animalisti, che protestano per i possibili danni alla fauna sottomarina causati dai rumori prodotti dalle attività da svolgersi; e una dell’amministrazione, che risponde: se gli animali si sentono disturbati vadano da un’altra parte.

Questi i cretini americani. E quelli di casa? Per rimanere sul tema del petrolio ce ne sono due categorie: quelli che stanno bloccando le attività in Adriatico, con relativi regali alla Croazia; e quelli della Basilicata, che ritardano e disturbano in tutti i modi lo sfruttamento di riserve cospicue.

Varrà la pena di riparlarne.

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