I princìpi della vita

In un suo twitter tal Richard Dawkins, che a dimostrazione della decadenza delle istituzioni occupa una cattedra sulla conoscenza all’Università di Oxford, ha invitato ad abortire le donne che fossero in attesa di un figlio affetto da sindrome di Down. Da parte sua, il Consiglio superiore per l’audiovisivo della Repubblica francese ha vietato la trasmissione del filmato premiato al Festival di Cannes nel quale si spiega alle future mamme che si può essere felici anche se si aspetta un bimbo Down.

Nella quantità di castroneria circolanti, la dichiarazione di una persona ignorante (anche un docente di Oxford deve essere definito “un ignorante” se non conosce le verità della condizione umana o non vi si adegua) ha un’importanza relativa; assai più grave mi pare la decisione dell’autorità francese. Essa infatti non può non essere letta per quello che è, cioè per una intromissione di strutture statali in quella libertà di comunicazione che per diritto di natura, a prescindere dal riconoscimento dell’ordinamento, appartiene intangibilmente ad ogni uomo.

Questo episodio rientra nell’atteggiamento dominante del “politicamente corretto” al quale le menti deboli e le coscienze che non sanno trovare motivi di decisione ritengono giusto adeguarsi; e in particolare deve ritenersi parte di quel filone eugenetico dell’incultura mondiale che fu molto caro al grande capitalismo internazionale degli anni ’30 e ’40, ad Adolf Hitler e ai nazisti tedeschi, e dal quale deriva il favore per l’eutanasia e per quella dichiarazione di dichiarata impotenza che è il suicidio.

Sul valore assoluto di ogni singola vita umana e sull’obbligo della sua difesa dal concepimento alla morte naturale troverò modo di ritornare, ribadendo senza metafore o ipocrisie il giudizio negativo su chi lo ponga in dubbio o voglia trovare ragioni che ne attenuino la validità. Per ora mi contento di notare che la Francia del governicchio Hollande, arrogantemente autoproclamatasi patria delle libertà, ne ha negata un’altra; e pensare che l’aveva già fatta molto grossa negando la libertà di insegnamento e l’obbligo di tutela della vita.

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