Vigliacchi complici di assassini

È già successo ai tempi del terrorismo in Italia che un gruppo di persone si sia dichiarato nemico di coloro che lo combattevano e quindi, almeno implicitamente, alleato dei delinquenti. Mi riferisco, è chiaro, al famoso manifesto contro Calabresi, pubblicato pochi giorni prima del suo omicidio con le firme di centinaia di cialtroni vigliacchi, privi anche del coraggio necessario per abbracciare apertamente la scelta rivoluzionaria. Non voglio elencare qui quei nomi, se non per ricordare che ne facevano parte la diffamatrice falsaria Camilla Cederna e gli ipocriti voltagabbana Giorgio Bocca ed Eugenio Scalfari.

Questo tipo di atteggiamenti da vigliacchi fiancheggiatori della delinquenza politicamente giustificata si è poi trascinato e riprodotto nel tempo in forma ciclica, nella quale alle fasi acute si sono alternate ipocrite, false e non credibili prese di distanza e precisazioni.

L’integralismo islamico sta oggi sferrando al cristianesimo e all’occidente e ad Israele un attacco che vorrebbe essere decisivo, e che secondo me dopo un lungo periodo di sangue e di problemi sarà sconfitto senza remissione. Decapitazioni, rapimenti a fine di terrorismo, di ricatto e di sfruttamento sessuale sono le mosse compiute dai cavalli impazziti di una spinta religiosa in sé assai poco significativa, che trova nel ribellismo viscerale e nell’invidia le sue vere motivazioni. Le popolazioni arabe e mediorientali hanno avuto la prova di non avere la cultura, la fermezza di carattere e la volontà sufficienti ad innescare uno sviluppo significativo e duraturo: dotate – senza merito – di una incredibile quantità di risorse naturali che non sono mai riuscite a sfruttare a fini costruttivi, stanno tentando di usarle per mettere in piedi un’organizzazione criminale per la quale nutrono l’aspirazione, ricorrente nel tempo, di acquisire il potere globale.

Per questo disegno, che è imbecille – in quanto, sia ben chiaro, irrealizzabile – e per sua natura criminale, non mancano neanche in casa nostra dei fiancheggiatori che non so se siano da considerare più imbecilli o criminali, ma che sicuramente partecipano di tutte e due queste caratteristiche.

Così – lo dico subito, farò pochi nomi: tanto ognuno può trovarli da sé – troviamo un deputato (?) Di Battista dichiararsi sostenitore dei decapitatori dell’isis; e leggiamo che lo stesso atteggiamento ha Massimo Fini, che almeno sa leggere e più o meno scrivere, anche che ha dato segno di capacità critica assai ridotta con alcune sue opere relative ad imperatori romani.

Insomma, ci ritroviamo più o meno agli anni ’70, sia pure almeno per ora e finché gli islamisti non troveranno interesse a comprarsi dei sostenitori con un numero ridotto di filo terroristi.

Il fenomeno va seguito, e non mancherò di farlo.

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