Ricominciamo a parlare di ambiente

Dopo aver messo un po’ d’attenzione sul Ministero dell’Ambiente sono passato ad occuparmi d’altro: gli argomenti non mancano, e d’altronde Matteo Renzi ed il suo governo si preoccupano di fornire continuamente motivi d’attenzione. Ma è il momento di tornare sull’argomento, anche perché nonostante il passaggio di un congruo periodo di tempo non si è risolto nulla né si vedono soluzioni imminenti.

Per esempio, ho posto il problema se il ministro Pierluca Galletti sarebbe stato responsabile della nascita di una nuova organizzazione del ministero, verso la quale ero molto critico sia per il suo contenuto che per il metodo seguito per proporla. Ad oggi, però, pare che, più che il padre, egli sia la mammana che ne sta organizzando l’aborto.

A chi ritenga eccessivo questo mio paragone, ricordo che il DPCM di riorganizzazione, approvato in Consiglio dei Ministri il 10 luglio (di quest’anno), non è stato ancora pubblicato dalla G.U.

Ufficialmente non si conosce l’ostacolo che ha determinato questa situazione; ma tutto fa ritenere che ci sia una forte opposizione del Ministero dell’Economia. Ed in effetti, in tempo di ristrettezze e di tagli, prevedere – per esempio – la creazione di un nuovo posto di direttore generale (sono già sei per circa seicento dipendenti), l’aumento del numero dei dirigenti negli uffici di diretta collaborazione (uno dei quali destinato a Riccardo Centola, fedelissimo del Capo di Gabinetto Carpani), la presenza di sette magistrati (pagati con la miseria di 2.500 euro netti al mese per tredici mesi) negli stessi uffici, appare veramente eccessivo, anche se a proporlo è un ministro di Pierferdinando Casini, come il suo capo in crisi di astinenza di potere e avido di poter nominare qualcuno dove che sia, a prescindere dai principi di competenza e capacità proclamati come criterio principale per le proprie scelte dal Parolaio Matto. Ma nel merito delle nomine già fatte, di quelle ventilate e dei rispettivi nomi entrerò in altra sede: comunque entro poco, state tranquilli.

Nonostante l’assenza di una prospettiva certa di organizzazione, comunque, tra i dirigenti del ministero sono in corso le grandi manovre per occupare le migliori posizioni. E, disinteressandosi completamente ai problemi di interesse generale (come la multa di quasi 200.000 euro al giorno che ci verrà appioppata dall’Europa per motivi direttamente dipendenti dall’ignavia e dalla incapacità dei dirigenti) stanno tutti organizzando strategie per collocarsi bene e collocare bene se stessi, i loro uomini e la loro donna.

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