Animali a quattro e a due zampe

Siamo tutti dispiaciuti per la morte dell’orsa Daniza, come lo siamo ogni volta che uno dei nostri fratelli animali perde la vita per questo o quel motivo. Colpisce però la serqua di imbecillità alle quali la vicenda, non solo negli ultimi giorni, ha dato la stura.

Voglio cominciare con la meno articolata e motivata, talmente grossolana nella sua rozza incultura da essere poco proponibile in una discussione: viene da tale Fabio Balocco, che riceve dal quotidiano sul quale scrive le qualifiche di “ambientalista e avvocato”.

Non conoscendo l’individuo in questione non posso esprimere giudizi personali; né intendo avventurarmi in giudizi temerari; ma se quel tale scrive: “questi animali che hanno diritto di vivere tanto quanto noi” dimostra di essere un ambientalista giurassico, e un avvocato che non conosce – o almeno non condivide – il nostro ordinamento né il nostro sistema giuridico. E vediamo i due punti.

Ambientalista giurassico perché risalgono a quel remoto periodo le frasi tipo “vorrei rinascere come virus, per contagiare e far morire il maggior numero possibile di uomini”, come disse il mantenuto Filippo d’Edimburgo, scarso di cervello anche se, forse, ricco di ormoni, come dimostrano le attività e la qualità sue e della progenie. Non a caso questo signore all’epoca in cui pronunziò la frase citata era presidente mondiale del WWF.

Sconoscente del nostro ordinamento perché il pur ricchissimo complesso delle nostre norme giuridiche in nessun punto equipara il diritto alla vita degli animali, che pure viene tutelato, con quello degli uomini. Almeno finora.

Ma non è certo Fabio Balocco a preoccupare; né preoccupano le esternazioni di altri personaggi usurati e pieni di ragnatele come – per fare un nome – Licia Colò. Le sciagurate pulsioni ambientaliste di S.B. e della sua compagna, infatti, hanno trascinato con sé diversi personaggi della destra che ritenevo meno imbecilli, i molti nomi dei quali taccio per carità di patria.

Qualcuno ha persino detto che ritroverà Daniza in Paradiso. Lungi da me azzardarmi a giudicare o anche solo prevedere il destino ultimo delle persone: ma ho la certezza che in Paradiso non ci saranno né Daniza, né Dudù, né alcun animale. Infatti in paradiso vanno le anime, che essi – state pur sicuri – non hanno.

Quanto a chi si è espresso in questo modo, credo sia più facile che finisca al Limbo, tra quelli che non capiscono e non sanno.

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