L’occhio lungo di Oriana Fallaci

Poitiers, Granada, Lepanto, Vienna: sono i nomi di alcuni tra gli scontri con i quali la cristianità e, in genere, l’occidente ha bloccato l’espansione territoriale dell’Islam nei diversi momenti storici in cui maggiore ne era la forza di propulsione. Ritengo poi che non sarebbe inopportuno aggiungere all’elenco le guerre arabo-israeliane e le guerre del Golfo e dell’Afghanistan.

Credo però che oggi ci stiamo avviando verso un nuovo scontro decisivo, ora che dopo qualche secolo, e sia pure con caratteristiche operative completamente nuove, come l’uso di attività terroristiche e del banditismo internazionale stiamo assistendo ad una nuova fase di aspirazione all’espansione da parte dell’Islam.

Siamo chiari: tra i desideri dell’Islam e ciò che riesce a realizzare c’è sempre stata, e sempre ci sarà, una bella differenza; e anche se rispetto ai modi di scontro che hanno caratterizzato la fase storica delle vittorie della cristianità (Franchi, Spagnoli, Veneziani, Polacchi, e – perché no? – Israeliani) dobbiamo registrare grandi cambiamenti, almeno nell’uso delle tecnologie e nella tattica degli scontri, c’è da ritenere che anche questa volta, e sia pure attraverso prove sanguinose, saremo noi ad avere la meglio.

L’incultura, la disorganizzazione, la mancanza di coraggio individuale, la tendenza a vedere la realtà in modo diverso rispetto a quello che effettivamente succede, un malinteso senso dell’onore che impedisce non solo di comunicare, ma anche di riconoscere, le situazioni negative, il disprezzo per la vita degli altri, caratterizzano la strumentazione intellettuale e caratteriale delle popolazioni islamiche, ed impediscono loro di ottenere significativi obiettivi strategici. (Mi sono spesso chiesto se sia stato l’islamismo a rendere gli arabi come sono, o se siano stati gli arabi a vivere l’islamismo in questo modo; ma oggi, vista la situazione, questo interrogativo non ha molto senso.)

È proprio in questa incertezza caratteriale la ragione per la quale truppe islamiche più numerose e meglio armate sono state puntualmente sconfitte, in battaglie decisive, da eserciti o flotte cristiane (occidentali?) meno numerose e potenti ma meglio organizzate, motivate e guidate.

Anche la guerra appena iniziata, non ho dubbi, finirà nello stesso modo; e dopo un periodo non breve, duro e sanguinoso, in cui le armi del terrorismo e della barbarie ci recheranno molti danni materiali e gravi dolori, ancora una volta l’occidente prevarrà. Specialmente se ai cattolici, ai protestanti e agli ebrei si uniranno gli ortodossi: la Russia è un alleato essenziale in questa vicenda.

Bisogna riconoscerlo: Oriana Fallaci aveva una visione chiara ed esatta della situazione. I suoi ultimi libri, boicottati da una sinistra becera e ignorante, sono un riferimento certo per tutti noi.

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