Ancora di animali e di uomini

Quando si parla di rapporti tra uomo e ambiente – mare, biosfera, montagne e quant’altro – emergono due schieramenti diversi e contrapposti: c’è chi ritiene che la natura inanimata abbia un suo valore, ma solo in quanto strumento per garantire la sopravvivenza e le migliori condizioni di vita per l’uomo; e chi invece ritiene che uomo e natura – specialmente uomo e animali – siano equiordinati, e che esistano diritti degli animali non solo alquanto estesi, ma in taluni casi più degni di tutela di quelli umani.

Di questo secondo orientamento, insieme a tanti altri imbecilli, è l’autrice di un commento su “Il fatto quotidiano”, il nome della quale, del resto irrilevante, non ricordo. In uno pseudo italiano con pretese di originalità, ma nei fatti zoppicante e infarcito di parole non comprese né digerite, la nostra scrittrice pone con forza la questione: vuole sapere chi ha ucciso Daniza, la quale godeva di diritti “dannatamente simili ai nostri”, e richiede che il colpevole sia assicurato alla giustizia perché gli sia irrogata una pena adeguata. Gli animali(sti) sostengono l’esistenza in capo agli animali e alla natura di diritti propri, che gli uomini sono tenuti a rispettare: tale convinzione demenziale non è compresa in alcuna norma né in alcun principio giuridico della civiltà moderna, e si ritrova solo in alcune culture orientali.

Vero è, piuttosto, che noi uomini abbiamo precisi doveri verso gli animali, definiti e normati dal nostro ordinamento. Siamo pertanto tenuti a non esercitare nei loro confronti alcuna forma di crudeltà e a garantire condizioni di vita nei limiti del possibile confortevoli. Abbiamo però il diritto di avvalerci degli animali per far fronte a nostre esigenze (alimentazione, abbigliamento, sperimentazione scientifica, lavoro, ecc.); naturalmente questo diritto dovrà essere esercitato con ragionevole sobrietà.

Mi trovo perciò d’accordo col ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, quando in una sua dichiarazione afferma: “… spero che lo stesso interesse che c’è stato su questo tema … ci sia pure … su problemi come il dissesto idrogeologica, che solo quest’estate ha provocato sei morti”. Giusto, anche se poteva essere più incisivo: il valore di una sola vita umana è infinitamente superiore a quello dell’intera biosfera, e questo va ricordato.

È poi singolare che le maggiori preoccupazioni per la vita degli animali vengano da persone che sono corresponsabili della strage di milioni di bambini non nati, attuata attraverso l’aborto.

Non pari preoccupazione per la vita e i diritti degli animali e quelli delle persone, quindi. Il diverso livello di attenzione stigmatizza la natura perversa dell’ideologia animalista; i rappresentanti della quale dovrebbero per coerenza rinunziare a mangiare qualsiasi cibo di origine animale; ad utilizzare medicine e cosmetici testati su animali; a vestirsi utilizzando pelli o fibre provenienti da animali; e via seguitando.

Ma le chiacchiere costano zero, e gli insulti consentono di scaricare il fegato; più difficile è rispettare una coerenza di comportamento che può comportare sacrifici. Specialmente quando la causa per la quale ci si batte è da imbecilli.

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