Infatuazioni e delusioni

Come è noto a tutti, non hai nessun nemico più acido e maligno di chi ti sia stato legato da vincoli di amicizia e si senta tradito; se poi l’amicizia era insaporita da qualche aspettativa di ricavare un utile dalla situazione, sono guai grossi. So che non è politicamente corretto, ma devo anche dire che la sindrome da risentimento è particolarmente virulenta tra le donne e tra gli uomini dotati di sensibilità e buon gusto particolarmente elevati. Questa considerazione può spiegare il risentimento che Diego Della Valle nutre e manifesta nei confronti di Matteo Renzi ad ogni occasione.

Lo Scarparo (non è mia: riprendo un appellativo già diffuso) è stato per diversi anni uno tra i principali sponsor del Presidente del Consiglio, aiutandolo in molti modi più o meno concreti, tra i quali il consenso veicolato dalla tifoseria della Fiorentina, della quale la famiglia Della Valle è proprietaria. Le sue visite a Palazzo Vecchio erano quasi frequenti quanto quelle che in momenti diversi faceva a Palazzo Chigi per “parlare” con Gianni Letta, anche se molto meno proficue.

Quando il suo sponsorizzato iniziò l’ascesa vertiginosa che lo ha portato ai massimi vertici dello Stato, Della Valle si attendeva di ricoprire un ruolo importante di consigliere, magari dietro le quinte, ma non troppo. Matteo però è sì giovane, ma non è, assolutamente non è, fesso; e quindi ha cortesemente espunto il vecchio sponsor – divenuto ingombrante in ragione della sua brama di potere e della sua mancanza di senso del limite – dal numero di quelli che hanno voce in capitolo.

Da qui, credo io, l’acredine immensa dello Scarparo, che lo ha spinto a dichiararsi pronto a fare quello per cui non è tagliato e che è facile prevedere si risolverebbe in un fallimento clamoroso: mettersi in politica. Naturalmente la previsione negativa è valida solo se Della Valle si muoverà in prima persona, cosa che io non credo avverrà. Se farà il burattinaio, la sconfitta sarà mediata, quindi meno amara, almeno pubblicamente.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, specialmente se le voci che arrivano consigliano prudenza; che, specialmente quando ci si muove su un terreno scivoloso come quello della politica, non è mai troppa. Tanti auguri

 

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