Indagini sull’ambiente – 2

Davo conto degli avvisi di garanzia ai fratelli Greco in relazione ai problemi sorti dalla bonifica truffaldina della Laguna di Grado e Marano. Tra le notizie che circolano in argomento ce ne sono per ora due che voglio riferire, e un articolo de L’Espresso che merita una citazione e un commento.

Famiglia Greco: Silvestro (il cervello politico della fratellanza) è attualmente dipendente dell’ISPRA, l’agenzia che costituisce una delle due braccia operative del Ministero dell’Ambiente; mi arriva ora notizia che ora, dopo turbinosi passaggi tra dirigenze ed assessorati nella sua regione, la Calabria, si trovi in servizio presso la sottosegretaria PD del Ministero dell’Ambiente, onorevole Silvia Velo. Fatto del tutto naturale, perché Greco è da sempre riferimento PCI, PDS, DS, PD nel settore ambientale; e comunque anche fatto da citare, anche perché da parte della stampa c’è un silenzio assordante sull’argomento.

SOGESID: Nell’indagine è coinvolto anche l’ex Presidente, Avvocato Vincenzo Assenza, a quanto si dice compagno della sorella dell’ex ministro Stefania Prestigacomo, che a suo tempo lo nominò Presidente-AD della SOGESID ed è poi riuscita a farlo confermare fino a questa estate, nonostante i risultati assai poco brillanti fin qui raggiunti. Ma tra i 26 indagati sono presenti diversi altri personaggi provenienti dalla cerchia che prendeva le decisioni nella SOGESID, come Fausto Melli, Giorgia Scopece, Franco Pasquino, Andrea Barbanti.

Non c’è da stupirsi che SOGESID sia al centro di movimenti molto oscuri, e che costituisca il centro di un intreccio di falsi appalti e di “marchette” politiche ed economiche. Avrebbe dovuto e potuto essere uno strumento prezioso per l’ambiente italiano, ed è diventato una camera di compensazione nelle quale si regolano i conti. E, a proposito di conti, la SOGESID dovrebbe essere chiamata a rispondere dei quasi 109 milioni di euro (oltre 52 solo nel 2011, l’anno dell’uscita dal Governo di Stefania Prestigiacomo) ricevuti dal Ministero dell’Ambiente, e spiegare come e verso chi siano stati dispersi. Del resto, la società ed i suoi rapporti col Ministero hanno richiamato l’attenzione del Procuratore Generale Salvatore Nottola, che il 26 giugno 2014, nella sua requisitoria per il giudizio sul rendiconto dello Stato, ha detto:

In particolare l’interazione con la Sogesid Spa si presta a riflessioni. … La società fa largo ricorso ad incarichi per prestazioni professionali (con un costo di oltre 11 milioni, in aggiunta ad altri 8 milioni per il costo del personale). I riflessi di tale situazione sono stati giudicati con perplessità dalla Sezione Controllo Enti della Corte con riguardo alla gestione della Sogesid … [la quale ha] osservato che il sistema può essere ‘il mezzo per eludere i vincoli all’assunzione di persone e le limitazioni e le condizioni per il conferimento di incarichi per prestazioni di servizi’”.

Nella requisitoria non si fa cenno al sistema di vero e proprio malaffare del quale la SOGESID fa parte: si tratta di competenza della Magistratura penale, che sta facendo il suo dovere: se scaverà a fondo troverà materiale grave e scottante, e il coinvolgimento di personaggi poco sospettati (finora).

Lo stato di cose attuale non si può presumere che venga a modificarsi con la nuova dirigenza, nominata in agosto. Il nuovo Presidente/AD, Marco Staderini, è quel fedelissimo di Casini/Galletti/Caltagirone (dai quali è stato nominato, secondo L’Espresso, contro la volontà di Renzi: ma la ricostruzione non regge, perché in Cda siede anche una persona strettamente funzionale al PD, quindi a Renzi, nominato dal Ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi: senza una trattativa?). Staderini è un tipico esponente della Casta, da decenni presente in tutte le strutture e le società dove ci sia da far bene nell’interesse del suo dante causa; di ambiente non capisce niente, ma di gestione del potere sì, ed è questo che interessa.

Fin qui per ora: ma c’è ancora un bel po’ da proseguire a parlare della SOGESID, e poi da raccontare qualcosa sull’altra gamba del Ministero dell’Ambiente: l’ISPRA. A ben presto.

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