Ad ognuno la sua funzione

Alla trasmissione “Uno mattina” del 12 novembre sono presenti, a parlare del dissesto idrogeologico, il geologo Tozzi e il ministro dell’Ambiente Galletti. Tante banalità rigidamente ortodosse e allineate col pensiero unico ambientale: da parte di Tozzi perché (forse) ne è convinto, ma soprattutto perché ne tira la paga; e da parte di Galletti, che fino all’altro ieri neanche conosceva l’esistenza del problema, perché quella è la lezioncina che gli hanno fatto imparare a memoria i suoi dipendenti-padroni, i Direttori Generali che comandano al Ministero.

Nel corso della trasmissione, poi, il ministro si è anche un po’ “allargato”, parlando di argomenti che si trovano assolutamente al di fuori del suo controllo, discettando in prima persona degli interventi da fare sul territorio e del piano di investimenti testé annunziato: tutte cose che non sarà lui a gestire, ma la Struttura di missione istituita a Palazzo Chigi, a disposizione della Presidenza del Consiglio, che la dirige e la controlla, e che ha già cominciato ad operare. Una vera e propria espropriazione, visto che la competenza in materia non sarà più del Ministero dell’Ambiente, sia per l’istituzione del nuovo ufficio che per la cancellazione, nel nuovo Regolamento del Ministero, della Direzione Generale Difesa del Suolo. Passaggio significativo, questo: l’eliminare l’ufficio più importante di una struttura amministrativa mentre se ne costituisce un’altra con le medesime competenze ma un’altra allocazione è un palese annunzio della sua imminente scomparsa dal panorama organizzativo dello Stato.

Ed in effetti proprio in questo senso si sta procedendo; non che la cosa in sé sia un male. Da molto tempo sostengo che il Ministero dell’Ambiente sarebbe bene fosse sciolto, portandone le competenze all’interno della Presidenza; e chissà che non sia proprio questa l’idea di Renzi. Certo acquisire a sé le competenze dell’Ambiente dopo aver esposto il povero Galletti alle brutte figure immancabili sull’argomento nel breve termine sarebbe cosa utile, specie in previsione della grande importanza futura di questo settore dell’amministrazione; e il nostro Presidente del Consiglio non è persona da farsi sfuggire occasioni di questo tipo.

Così Galletti avrà modo di passare alla storia: come ultimo Ministro dell’ambiente, e come becchino del Ministero.

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