Disastri ambientali

In tempo di disastri del territorio, il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, invece di far agire il suo ministero, sta aspettando che i suoi Direttori Generali gli dicano i nomi di coloro che deve nominare ai vari uffici. Vediamo un po’: Segretario Generale uscente è Antonio Agostini, ex MIUR (dove ha avuto qualche problema, ma ora le indagini sono concluse in attesa del rinvio a giudizio), ex Presidenza (vi è stato rifugiato per poco tempo), poi nominato al MATTM dalla Prestigiacomo, e confermato da Clini, Orlando e Galletti. Di ambiente non capisce niente (dicono i maligni), ma evidentemente risponde ai suoi mandanti in maniera soddisfacente. Credo che lo facesse anche al MIUR: basta vedere l’elenco delle aziende che ha favorito e dei loro sponsor, e l’impegno speso per sistemarlo. Infine, nominato all’ISIN, è scoppiato il caso degli imbrogli nelle commesse affidate come DG del MIUR. Ora stanno tutti pensando come liberarsene, a partire dagli sponsor per i quali è divenuto scomodo. Fatto fuori Agostini, per la Segreteria Generale potrebbe essere il turno di Stefano Laporta, attuale DG dell’ISPRA, già Capo di Gabinetto della Prestigiacomo, poi Vice Commissario di Marrazzo per l’emergenza rifiuti (in questa veste ha firmato, dicono senza leggerlo, il piano dei rifiuti che poneva fine all’emergenza, che era stato scritto da società toscane nell’interesse degli amici dei loro amici romani, e che è un cumulo di menzogne e corbellerie). La nomina di Laporta garantirebbe continuità assoluta: Agostini e lui hanno lo stesso mandante: vi do dieci giorni per scoprire chi è, altrimenti chiedetemelo.

L’uscita di Laporta dall’ISPRA, poi, lascerebbe la sedia libera per l’ex deputato Mauro Libé, nato segretario di Casini ai bei tempi, poi parlamentare e infine trombato alle ultime elezioni, che oggi, in attesa di occupazione, fa il sottopanza a Galletti. Quanto alle direzioni generali, mentre Pernice, Grimaldi e Lacamera fanno baruffa tra loro per accaparrarsi la Direzione degli affari generali (dove si fanno acquisti e contratti per tutto il ministero), avanza risolutamente dalle retrovie Maria Carmela Giarratano, nuova star delle sinistra ambientale, che potrebbe sprintare e lasciare a becco asciutto i tre maschietti. Di questo parleremo ancora.

Tutto questo avviene mentre il Ministero dell’Ambiente viene spogliato delle proprie competenze, contribuendo tramite i suoi gestori alla spoliazione. Infatti, proprio a proposito del dissesto idrogeologico, da un lato alla Presidenza del Consiglio viene costituita una Unità di missione sul dissesto idrogeologico dotata di nove miliardi freschi più qualche residuo, da spendere in alcuni anni; e dall’altro Galletti va ad applicare un Regolamento di organizzazione del Ministero dal quale è stata espunta la Direzione Generale per la Difesa del Suolo. Roba che Tafazzi appare un dilettante!

Competenze ridotte, dunque, e scarsa qualità professionale e culturale (ci tornerò, su questo punto?) dei dirigenti: il Ministero dell’Ambiente è stato posto in condizioni di marciare spedito verso la dissoluzione. La strada è stata pervicacemente battuta dagli ultimi ministri; a proposito di uno dei quali, Alfonso Pecoraro Scanio, recordman degli ex (ex ministro, ex deputato, ex segretario dei Verdi; e certamente mi sfugge qualcosa) voglio riferirvi una chicca. Sapete tutti delle vicende dell’ex Direttore Generale Corrado Clini, oggetto di un lungo servizio di Report e che sembrano avviate alla conclusione sollecita e favorevole che tutti gli auguriamo. Bene, intervistato a margine della trasmissione, l’ex ex ex ha dichiarato che avrebbe voluto togliere a Clini le sue competenze, per affidarle all’Ufficio Legislativo. Ma l’Ufficio Legislativo, che è ufficio del Ministro, non può avere compiti di gestione, riservati alla struttura amministrativa. Che distrazione! L’ex ex ex non lo ricordava o non lo sapeva? Sarebbe molto grave! Come Gentiloni che non sapeva cosa fosse la bollinatura (ma questi ministri, dove li pescano? Prima di nominarli dovrebbero sottoporli ad una prova di alfabetizzazione giuridica).

Tra ministri ignoranti e ministri liquidatori, non ci si può stupire dello stato disastroso nel quale versa l’ambiente in Italia: ci resta solo da sperare in una rapida sostituzione di chi oggi dà copertura a chi effettivamente lo gestisce.

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