Quali pesci pigliare?

Tanto per cambiare, al Ministero dell’Ambiente si sono incartati. Dovendo applicare il nuovo Regolamento di Organizzazione, il Ministro Galletti ha aperto la procedura di interpello sulle Direzioni Generali. Tale procedura prevede che chi è interessato ad una determinata nomina possa presentare una domanda; le domande devono essere valutate in stretto ordine cronologico di presentazione, e ognuna deve essere decise prima di passare all’esame della successiva. Quindi: o la domanda viene valutata positivamente, e il posto viene occupato da colui che l’ha presentata; oppure viene respinta, e il presentatore viene marchiato come inadeguato, con le ovvie conseguenze di preclusione su eventuali altri incarichi. È facilmente prevedibile che la procedura abbia un lungo strascico di contenziosi tra i candidati e tra candidati e Ministro; questi contenziosi andranno ad aggiungersi a quelli derivanti dalle 26 (ventisei!) pagine di osservazioni critiche avanzate dalla Corte dei Conti sul provvedimento: una lunga relazione che si presuppone fortemente critica, ma che nessuno ha mai visto perché, opportunamente, gli uffici del Ministro l’hanno fatta sparire.

Ma vediamo quali definizioni si aspettano. Ci sono previsioni   pressoché unanimi per Maurizio Pernice (Rifiuti e bonifiche), Maria Carmela Giarratano (Protezione della natura e del Mare), Francesco Lacamera (Sviluppo Sostenibile e Rapporti Internazionali); è considerata certa l’attribuzione della importantissima DG “Salvaguardia del territorio e delle acque” a colui che Casini e Libè imporranno a Galletti. Lo scontro è per le DG “Valutazioni ed autorizzazioni ambientali” e “Affari generali e personale”. Sia Grimaldi che Luciani sono disposti a morire sulla trincea che li porterebbe alla seconda, dove passano tutti gli acquisti del Ministero: si vedrà.

Infatti, per il sistema di priorità previsto dalla procedura dell’interpello – nel caso imprevisto ma pur sempre possibile che venga applicata regolarmente – nessuno è in grado di conoscere in anticipo l’assegnazione dei posti in palio. E allora?

Allora a noi resta solo di aspettare per vedere. Certi come siamo che comunque non c’è barba di assetto di questi direttori che possa fare del Ministero, oltretutto con questo Ministro. Tanto per rinfrescare la memoria, Matteoli da Ministro ritirò l’incarico a Grimaldi, Lacamera e Pernice.

Così va il mondo.

P.S.: da questa noterella è rimasta fuori la questione del Segretario Generale, perché Galletti non sa che pesci prendere. Ma ve lo dico io: prenderà quei pesci che gli vorranno dare, per esempio la conferma di Agostini.

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