Erostrato e Realacci: far danni per essere ricordati

Per passare alla storia occorre una certa professionalità, e per farlo seriamente bisogna scegliere un comportamento in sé grave e clamoroso. Nell’intento di essere ricordato dai posteri, Erostrato diede fuoco al tempio di Artemide ad Efeso, che i contemporanei consideravano tra i più belli del mondo: impresa, nella sua demenzialità, certamente grandiosa: ed Erostrato è ancora ricordato, ma certo non in senso positivo.

Anche Ermete Realacci (con rispetto parlando) aspira a passare alla storia. Immagino che abbia anche pensato di dar fuoco a San Pietro, ma – vista la vigilanza – ha dovuto recedere dal proposito, e per raggiungere il suo obiettivo si è dedicato ad un diverso scempio: introdurre nel nostro Codice Penale il concetto di “reato ambientale”. O meglio, tentare di introdurlo: perché l’impresa non è compiuta, anche se qualche passo avanti l’ha fatto.

Il nostro ha presentato su questo argomento un disegno di legge corredato da molte firme di suoi colleghi e caudatari. Scommetto che se ne interrogassimo qualcuno sarebbe molto difficile avere una risposta sensata su quello che c’è scritto, sul perché è stato presentato e sull’impatto che il disegno di legge, se e quando fosse approvato in via definitiva, avrebbe sulla convivenza sociale.

Ma quale è il contenuto di questo capolavoro? In buona sostanza, si tratta di gravare con la previsione della detenzione tutta una serie di comportamenti in riferimento all’ambiente che già oggi vengono ritenuti illeciti dall’ordinamento, Di trasformare in delitti molti comportamenti che oggi vengono previsti come contravvenzioni.

Con quali conseguenze? La prima sarebbe una diminuzione secca dell’effetto deterrente. Tutti sanno che una sanzione economica deve essere pagata, e certamente verrà pagata; tutti sanno che per aver commesso i reati previsti dal disegno di legge in galera non ci va nessuno. Ergo: chi ha interesse a violare sarà trattenuto più oggi, con la prospettiva di una pena pecuniaria che dovrà pagare, che domani, dalla previsione di una pena detentiva che non sconterà.

Le conseguenze per l’ambiente sarebbero quelle che ognuno può prevedere: Attila era solo un buon dilettante.

Va poi detto che Realacci dovrebbe pagare meglio chi lavora per lui, almeno potrebbe avere buoni consulenti; altrimenti la scarsa qualità dei collaboratori seguiterà a fornirgli testi come quello di cui parliamo, caratterizzati da una marcata mancanza della più elementare tecnica legislativa da parte degli estensori. Che se poi il testo l’avesse scritto lo stesso Realacci, sarebbe veramente tragico.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...