Le tristi vicende di una persona per bene

I giudizi sulle persone che conosco li do da me, accetto quello che dicono gli altri solo come ipotesi, naturalmente da verificare. Anche se “gli altri” sono magistrati? Anche se i giudizi li danno in una sentenza? Si e si sono le risposte.

Considero Salvatore “Totò” Cuffaro, che sta scontando a Rebibbia con ammirevole, cristiana rassegnazione, una infame condanna a sette anni di reclusione, una persona per bene vittima di invidie politiche e di attacchi falsi nel merito e indegni nel merito, effettuati da miserabili invidiosi. Non solo lo considero una persona per bene, ma lo apprezzo come posso apprezzare Socrate: entrambi condannati ingiustamente, ma entrambi talmente rispettosi delle istituzioni da affrontare in piena serenità le conseguenze di una condanna da loro conosciuta come ingiusta.

Ora la Procura di Roma ha negato al mio amico Totò una licenza di poche ore per andare a rivedere la madre, che versa in gravi condizioni di salute; e, oltretutto, lo fa dando motivazioni vergognose, prive di qualunque logica umana e giuridica.

Vergogna! Questa vicenda illustra quanto giudicato e giustizia non siano sinonimi, e quanto certi magistrati abbiano da imparare dalla studio del diritto e della vita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...