Auguri per il Santo Natale

Sta finalmente arrivando il Natale; anche in questo momento di gravi ristrettezze economiche si va cercando il modo di non far mancare ai bambini i regali desiderati, di far avere a coloro ai quali si vuole bene una testimonianza anche materiale del nostro affetto, di organizzare una bella riunione di famiglia. Tutte queste attività testimoniano del nostro inserimento in un circuito consumistico che da decenni, cioè da quando abbiamo raggiunto un livello elevato di benessere, sta condizionando le volontà e l’impegno di tutti.

Badate, non ho nulla contro un consumismo temperato dalla necessaria sobrietà e guidato dal buon gusto: credo anzi che consumare sia cosa buona di per sé nella misura in cui tende a soddisfare i bisogni, anche non strettamente primari, delle persone: del resto, anche Papa Paolo VI ha sostenuto l’importanza di diffondere i consumi. Credo però che sia un atteggiamento stolido e ignorante quello di chi fa del periodo natalizio esclusivamente una festa dell’acquisto, soprattutto se non si fa nulla per consentire un momento felice ai nostri fratelli meno fortunati. Però va anche ricordato che fare festa dimenticando cosa e perché si festeggia ha poco senso; se per festeggiamento, poi, si intende una corsa all’acquisto, allora risulta evidente la povertà d’animo e di mente di chi se ne fa schiavo. In proposito possiamo apprendere qualcosa da Alessandro Manzoni, che a proposito di altra Festa ma con parole che ben possono essere applicate al Natale, scrive: “Lunge il grido e la tempesta/De’ tripudi inverecondi:/L’allegrezza non è questa/Di che i giusti son giocondi;/Ma pacata in suo contegno,/Ma celeste, come segno/Della gioia che verrà.

In termini di intelligenza e cultura, invece, il Santo Natale è la festa con la quale si ricorda l’inizio dei tempi maturi, il vero principio della storia dell’umanità pienamente umana: prima di quel giorno di duemila quattordici anni fa che oggi commemoriamo l’uomo, mentre era sospeso il suo contatto con il Creatore, non poteva non sentirne la mancanza: oltre ai molti passaggi dell’Antico Testamento e alla tradizione dei nostri “fratelli maggiori” ebrei, lo testimoniano anche i versi famosi del pagano Virgilio nella sua quarta Ecloga.

Duemila quattordici anni fa, con la nascita alla vita umana del Figlio di Dio, i tempi hanno raggiunto la loro pienezza: sta a noi farli fruttificare in bene, secondo l’impegno cui la nostra coscienza ci chiama.

E in questo saremo vicini a tutti gli uomini; specialmente a tutti gli uomini di buona volontà. Buon Natale!

 

 

 

 

 

 

 

 

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