Musica già sentita, lacrime già versate 2 – I complici

Quando si verifica un comportamento delittuoso, è sempre possibile che esistano, oltre a coloro che lo hanno attuato, persone che hanno facilitato il malaffare, eventualmente ricavandone un utile di qualche tipo. Nella lingua italiana corretta, costoro si definiscono “complici”.

Come ci hanno dimostrato gli avvenimenti degli ultimi giorni, noi italiani, noi europei, ci troviamo ad essere obiettivo di un disegno criminale assai vasto e complesso, rispetto al quale occorre prendere posizione con chiarezza; naturalmente nel pieno rispetto dei principi di legalità e di rispetto per tutti gli individui che caratterizzano il nostro ordinamento, ma anche pretendendo che contro i criminali venga usata tutta la forza della legge. Il comportamento di chi si sottragga ad un tale atteggiamento configura chiaramente, a mio avviso, una piena corresponsabilità con gli autori delle attività criminali; ad essere indulgenti, almeno un pesante favoreggiamento nei loro confronti.

La complicità più sordida è quella di quanti invitano a non reagire “perché altrimenti si fa il gioco degli assassini, che cercano la contrapposizione”. Imbecilli mascalzoni che sono! Responsabili anch’essi di omicidio, assassini anch’essi, almeno per complicità; e in questa categoria mi pare di poter annoverare anche molti membri del governo. Naturalmente non parlo della Boschi, che – viste le sue caratteristiche intellettuali (intellettuali? Mah!) – non può essere tenuta responsabile di quel che dice. Ma Renzi, non è Presidente pro tempore dell’Unione Europea? E cosa ha fatto di fronte a questa grave situazione? E la Mogherini, tanto decantata Lady Europa? Forse erano in viaggio per Marte, impossibilitati a reagire anche verbalmente ad un assalto terroristico contro la nostra cultura e la nostra civiltà, all’omicidio di dodici persone, alla creazione di uno stato generalizzato d’allarme in un Paese amico e socio? Lo spero, perché altrimenti avremmo la prova dell’inconsistenza del nostro governo e della nostra rappresentanza nel governo europeo.

Occorre invece reagire, non a parole ma con comportamenti seri: bisogna applicare senza sconti o esitazioni le norme esistenti, rammendare le smagliature della normativa, tenere un atteggiamento sereno ma fermo nei confronti di qualunque delinquente che attenti alla nostra libertà, alla nostra identità, ai nostri costumi.

L’unica soluzione, che non si volle applicare negli anni ’70, è poi: TOLLERANZA ZERO. Pene pesanti per ogni minima mancanza, irrogate rapidamente, effettivamente scontate.

Chiaramente, anche in questa fase difficile e drammatica nessuno potrà permettersi di derogare dal costume temperato e umano che è proprio della nostra cultura e della nostra società: insomma, riaffermare quella nostra identità che oggi è un po’ appannata. Sapendo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare, nessun commando di tagliagole potrà pensare di avere la meglio su di noi se non per brevi, insignificanti anche se dolorosi, episodi.

Una parola sull’atteggiamento dei rappresentanti ufficiali dei gruppi islamici. Se nella mia vita ho visto qualcuno con la coda di paglia, sono proprio loro, che mentono viscidamente sapendo di mentire e si arrampicano sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile.

Verrebbe la voglia di dire: tutti a casa loro! Ma non sarebbe giusto: un dialogo nel quale ognuna delle parti si presenti forte della piena e consapevole conoscenza di sé potrebbe essere la soluzione valida, anche se ne fanno dubitare alcune delle caratteristiche fin qui evidenziate dai popoli islamici, che hanno non poche difficoltà a conoscere e riconoscere una realtà non favorevole.

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