Giudicare o non giudicare?

Con un certo fremito di irritazione, o addirittura con ribellione, è stata accolta da una parte dei suoi fedeli la decisione del Reverendo Ray Chavez, della “New Hope Ministries” di Lakewood, nel Colorado, che ha impedito i funerali religiosi di una donna lesbica. Nella Chiesa era stata esposta una fotografia della defunta in compagnia della “moglie”.

Fermo restando che anche la Chiesa del Reverendo Chavez, così come molte altre confessioni di ogni specie e di tutto il mondo, ha il diritto incontestabile di giudicare sulla liceità di tenere determinati comportamenti per i suoi membri, anche in riferimento all’omosessualità, resta comunque il problema: per un laico, e tanto più per un incaricato della guida di anime, è lecito giudicare i comportamenti altrui, e trarre conseguenze dal giudizio dato?

Proverò ad esporre il mio punto di vista in argomento.

Primo: considero assolutamente irrilevante conoscere se il Reverendo Chavez sia il pastore di una Chiesa cristiana protestante, di una confessione cristiana – come mi appare probabile – o faccia parte del clero cattolico: si tratta comunque di una persona incaricata, come che sia, di cura d’anime, e pertanto tenuta naturaliter a comportamenti che non destino scandalo né, possibilmente, reazioni sociali negative. Proprio in ragione delle funzioni ricoperte, però, al pastore incombe non solo la facoltà, ma l’obbligo di esprimere giudizi sui comportamenti dei fedeli.

Secondo: la differenza tra l’esprimere un giudizio sui comportamenti ed esprimerlo sugli autori degli stessi è essenziale. Nel primo caso (foro esterno) si giudicano atti dei quali il pubblico è, può essere o venire, a conoscenza; il giudizio è lecito, e può addirittura essere doveroso (Mt, 18, 15-18). Nel caso del giudizio sulle persone (foro interno), credo sia da ritenersi che esso non sia lecito (Mt, 7, 115; ma anche Lc, 6, 39-40): infatti nessun uomo è in grado di conoscere circostanze e motivazioni che abbiano portato qualcuno a fare qualcosa. L’unico in grado di conoscerle fino in fondo è il Padreterno, e solo lui può dare giudizi.

Quindi: nel caso di Lakewood il Rev. Chavez, conoscendo una situazione, ha correttamente operato nel condannare un comportamento pubblico, anche al fine di orientare per il meglio i comportamenti dei fedeli. Altrettanto correttamente egli non avrà espresso giudizi o opinioni sul destino finale dell’anima della fedele defunta: non era compito suo il farlo.

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