Quando i capi sono bravi …

Gianluca Galletti, Beatrice Lorenzin e Maurizio Martina (in ordine alfabetico: la classifica di qualità li vede alla pari) sono tre insigni ministri del Governo della Repubblica Italiana. Colti per caratteristica personale, ed eccellenti amministratori come dimostra la loro presenza nella compagine governativa, hanno fornito una ulteriore prova delle loro qualità firmando congiuntamente un provvedimento col quale viene prorogato il divieto di coltivazione in Italia di un tipo di granturco OGM. Galletti, Lorenzin e Martina ci vengono invidiati da molti stati: un ricco Paese arabo ha offerto cento milioni di euro per l’acquisto di ognuno di loro, e quattrocento milioni per tutto il pacchetto. Il Presidente del Consiglio Renzi pare stia valutando l’opportunità della cessione, i proventi della quale apporterebbero un qualche sollievo ai nostri conti, mentre degli interessati la sola Lorenzin ha qualche perplessità, essendo contraria all’uso del velo, cui sarebbe tenuta in caso di trasferimento.

Venendo a parlare con maggior serietà, bisogna subito dire che il divieto è un’idiozia che discende dall’incultura e dal pregiudizio cui i suddetti nostri amministratori, indotti da organizzazioni parassitarie e corporative come Coldiretti e Legambiente, si sono piegati. Si è trattato di una ulteriore dimostrazione di intelligenza, indipendenza e capacità scientifica che si aggiunge a quelle già fornite in passato.

I nostri (nostri? Ma saranno di qualcun altro!) amministratori sono evidentemente tra i migliori del mondo, poiché loro da soli smentiscono tutti gli altri governanti: ed in effetti si muovono sulla base di una superiore esperienza, visto che complessivamente è costituita solo da circa 150 milioni di ettari la superficie coltivata a OGM nel mondo, contro i 17/18 milioni di ettari totali di territorio italiano dedicato all’agricoltura. Possiamo ben dire che siamo in grado di insegnare a tutti, e che vietare questo tipo di coltivazioni costituisca motivo di vanto. Viva l’Italia e i suoi ministri, campioni di buona amministrazione e di avvedutezza, che rispondono solo alla loro coscienza di buoni amministratori e proseguono la difficile strada per il bene comune, fregandosene dei marpioni che non per ignoranza, ma per interesse, cercano di attaccargli la cavezza dove gli fa comodo.

Se a qualcuno fossero sfuggiti, ricordo i nomi dei tre fenomeni: Galletti, Lorenzin e Martina.

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