A proposito di sport, affari e smorfia

Evviva! Vettel ha vinto e Raikkonen è arrivato quarto solo per una serie di infortuni: una gara trionfale per la Ferrari il Gran Premio di Malesia. Oltretutto molto inattesa, perché dopo vari anni negativi e un 2014 disastroso nessuno si aspettava un così rapido ritorno alla vittoria: gli ottimisti dicevano di sperare in tre o quattro presenze sul podio in tutto il campionato, i pessimisti neanche su quello. Cos’è cambiato dunque? Come è stato determinata la prodigiosa inversione di tendenza che ha portato ad incasellare una vittoria ed un terzo posto in due gare?

Certo è che dal 2014 alla Ferrari è cambiato molto: piloti, organizzazione, responsabili tecnici, direttore sportivo. E Presidente.

Marchionne è certamente un vincente di natura, e porta fortuna; cosa che non è, se non a volte, e per le sue sorti personali, il giubilato Montezemolo; al quale inoltre vengono attribuiti dai soliti maldicenti influssi negativi. A proposito del quale vorrei ricordare il passato di Presidente del Comitato Organizzatore dei disastrosi Mondiali di calcio del 1990: gli unici organizzati da un Paese calcisticamente importante che non siano stati vinti dai padroni di casa. Ora questo record l’ha pareggiato il Brasile, ma lì governano i marxisti, quindi che le cose vadano male non stupisce.

Ora il bravo Montezemolo è stato coinvolto nella preparazione degli eventuali Giochi Olimpici di Roma del 2024 in qualità di Presidente del Comitato Promotore. Una sicurezza, per l’assegnazione, per la riuscita delle Olimpiadi; ma vorrei dire sopratutto per coloro che aspirano a fare i lavori necessari, previsti in miliardi di euro, o si vedono partecipi di un grande flusso di denaro.

È uno spettacolo già visto, e non una volta sola: per i mondiali di calcio del 1990, appunto, e per i mondiali di nuoto del 2009. A proposito dei quali giova ricordare che furono organizzati da Giovanni Malagò, la stessa persona che nella veste di Presidente del CONI ha affidato a Montezemolo la presidenza del Comitato Promotore, in un va’ e vieni di responsabilità che non esce dalla ristretta cerchia di demi monde, composta da una vischiosa ghenga di presuntuosi miserabili, pitocchi e profittatori, che affligge da decenni la Città di Roma.

Tenuto conto delle circostanze, resta solo da sperare che il CIO quelle Olimpiadi le assegni a qualcun altro: dall’apparente sconfitta all’Italia ne verrebbe una brutta figura risparmiata, e un minor intasamento per il sistema giudiziario; a tutti noi il non esser chiamati a finanziare, con i nostri soldi, i soliti mascalzoni degli eventi straordinari.

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