La truffa del tesoretto

Secondo l’ineffabile Presidente del Consiglio Matteo Renzi più approfondite analisi dell’andamento del bilancio 2015 avrebbero portato al reperimento di 1.600 (mille e seicento) milioni di euro in più rispetto alle previsioni fatte in precedenza; il problema sarebbe ora dove allocare queste risorse.

Si tratta di una truffa. Anzi, di una truffa duplice: una, perché quei soldi non ci sono; e la seconda perché il nostro (ma fatemi dire: vostro, perché io di siffatti imbonitori non ne voglio sapere) Matteo vuole usare la prospettiva di una loro distribuzione a pioggia per incassare qualche voto in più alle elezioni regionali. Se mi andò bene alle europee, avrà pensato, la cosa si può rifare.

Non voglio entrare nel discorso dell’appeal elettorale: è cosa che poco mi interessa. Voglio invece dimostrare la natura truffaldina del “ritrovamento”, ma per farlo mi occorre presentare ai lettori brevi considerazioni.

Il debito dello Stato può essere denominato in due modi diversi: in valore assoluto, o come percentuale sul PIL; in valore assoluto viene espresso in euro il livello complessivo di indebitamento, mentre la percentuale sul PIL indica appunto il rapporto tra le due grandezze. È chiaro che i due indicatori possono muoversi in senso inverso: se il PIL aumenta, un debito costante in valore assoluto può scendere. Naturalmente è vero anche il fenomeno inverso.

Ora, negli ultimi anni, in particolare dal 2011, siamo stati tutti vittime di altre grandi truffe: quella di Monti, definito dai truffatori suoi complici “il risanatore del bilancio”, che fece saltare il debito pubblico dal 116,4% al 122,2%, e quella di Letta, che lo passò al 127,9%. Per il 2014 non ci sono dati ufficiali, ma è certo che Renzi abbia portato questo rapporto a collocarsi ben oltre il 130%, nonostante il risparmio di spesa determinato dalla forte riduzione degli interessi pagati per il debito, e quindi delle somme destinate al suo servizio. In valore assoluto, il debito pubblico italiano il 31 gennaio 2015 valeva 2.165.900 milioni di euro. Nello stesso periodo il PIL diminuiva dai 1.638 miliardi del 2011 ai 1.618 del 2013, e si riduceva ancora dello 0,4% nel 2014.

I limiti all’indebitamento e al deficit definiti dalla UE sono misurati in termini di percentuale sul PIL: il deficit dell’Italia sul PIL nel 2015 non può superare il 2,6%. Tutti i dati sono relativi a previsioni, e verranno poi verificati sui consuntivi, anche se una forma di controllo di previsione viene pure fatta.

Per il 2015 ci sono solo le previsioni; previsioni che contengono e – solo in parte – mascherano la truffa del tesoretto. A proposito del quale dirò che la supposta disponibilità delle risorse, dei famosi 1600 milioni, è costituita non da entrate, ma dalla possibilità di ulteriore indebitamento, fino ad arrivare al massimo consentito per il 2015 ed ottenuto solo coll’insistente pitoccamento a Bruxelles; ed il suo importo di 1,6 miliardi di euro deriva da una cervellotica revisione delle poste di bilancio, che da per scontata una assai improbabile riduzione di spese, una sempre attesa diminuzione dell’evasione fiscale, ed un affatto insicuro aumento del PIL superiore a quello previsto dal FMI, soggetto peraltro già di suo abituato a fornire previsioni ottimistiche.

In sostanza: i soldi non ci sono; se per caso ci fossero, dovrebbero essere utilizzati per ridurre il debito o le tasse. E Renzi, se l’impresa di comprare voti facendoli pagare a tutti noi gli riuscirà, è un truffatore.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...