Cercansi vecchi arnesi, anche usurati

Nella sua attività di governante affetto di bulimia di potere Matteo Renzi fa ogni sforzo e supera ogni scrupolo per prendere con sé chiunque consideri un portatore, sia pur marginale, di consensi politici o mediatici al fine di aumentare il codazzo – già notevole – di caudatari, cortigiani, adulatori, buffoni e ruffiani che lo seguono . Così vediamo che il Presidente del Consiglio – Segretario del PD sta candidando alle prossime regionali, o comunque tiene vicini a sé e funzionali alle sue attività, ogni sorta di personaggi: perseguiti dalla giustizia, profughi o fuggiaschi provenienti da altre formazioni politiche o da altre correnti, cadaveri (politici) risuscitati e fatti uscire dagli avelli, squallidi imbonitori di truffe pseudo culturali, e via enumerando. Raccogliendo oves et boves et universa pecora l’aspirante dittatore spera di incrementare il consenso già portatogli da coloro che per tempo sono saliti sul carro del vincitore.

Nessuna selezione per qualità politica o valore personale: in Parlamento il fiorentino ha raccattato acriticamente i rottami di Scelta Civica (figuriamoci, non è stato escluso neanche quell’Andrea Romano, che spicca per la ricchezza e varietà nel suo curriculum vitae delle varie militanze, che in passato era stato feroce critico di Renzi, e che come ognuno può constatare è supponente, antipatico e vacuo), qualche profugo di SEL (tra gli altri l’ex capogruppo Gennaro Migliore, verboso e diarroico nello sproloquiare, che è stato promosso a relatore dell’Italicum), vecchi arnesi affannati per l’età o per gli eccessi venerei, che Renzi ha cari soprattutto se li ha recuperati dalla discarica dei politici fottuti e dei boiardi trombati.

Tra questi ultimi, anche Chicco Testa, che, approdato alla spiaggia renziana, è stato compensato con la presidenza di quella Sorgenia che il nostro ha fatto salvare dal fallimento, liberando De Benedetti da un impiccio fastidioso con poche centinaia di milioni di euro spremuti a banche amiche. Soldi nostri? E che cale?

E sempre con soldi nostri, anche se contro la volontà di molti, è pagato il sedicente giornalista Gerardo Greco, incolto e volgare conduttore della trasmissione (su RAI 3) Agorà: la quintessenza del servilismo renziano, maleducato e arrogante.

Poi tra i raccattati, udite!, udite!, c’è anche Vittorio Sgarbi, acquisito tramite la mediazione del salumaio di corte Oscar Farinetti, e pagato in consulenze, incarichi e comparsate televisive. Almeno non è uno nuovo Denis Verdini, del quale è inutile parlare e ingenuo meravigliarsi: che due confratelli si trovino d’accordo è naturale e – direi – necessario; del resto la fratellanza non è recente e ha radici profonde e ben ramificate.

L’elenco è lungo e non è facile percorrerlo tutto; del resto, giorno per giorno si allunga di nuovi ruffiani e nuovi parassiti. I quali tutti – statene certi – spariranno quando Matteo Renzi perderà il potere. Speriamo che ciò avvenga presto, e che i vermi che oggi fanno parte del corteggio abbiano molta difficoltà a trovarsi un nuovo padrone.

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