Lo Stato e i suoi strumenti

Le strutture dello Stato dovrebbero costituire lo strumento attraverso il quale i cittadini ottengono i servizi ai quali hanno diritto e che lo Stato attraverso le sue articolazioni è impegnato a fornire: le cure per i malati, l’istruzione per gli studenti, la sicurezza e la giustizia per tutti. Se attraverso i miei studi non avessi maturato questa convinzione, la ormai fin troppo lunga esperienza da cittadino di questa nazione mi porterebbe a dire che le strutture pubbliche hanno come fine esclusivo non il servizio da rendere, ma gli interessi di coloro che vi sono addetti.

Così la scuola è organizzata nell’interesse degli insegnanti, gli ospedali per medici ed infermieri, la giustizia per i magistrati e così via enumerando. Non importa se i nostri studenti sono tra i più ignoranti del mondo, se i nostri malati vengono portati al limite del suicidio o vengono assassinati, se le sentenze vengono rese dopo anni ed anni di un iter giudiziario complesso, tortuoso e frequentemente iniquo: importante è che gli addetti ai lavori siano pagati discretamente, che godano di lunghi periodi di ferie, che l’assetto dei rapporti interni permetta a ciascuno di fare come gli pare, e soprattutto che nessuno possa mai – mai! – essere sottoposto a controlli effettivi di capacità o produttività dai quali possa dipendere la sua progressione di carriera.

Sono ontologicamente in disaccordo con quel che fanno Renzi e il suo governo: ma devo dire di aver provato una certa soddisfazione quando dal ministro Stefania Giannini è stato presentato il ddl di riforma della scuola, apprezzabile anche perché non l’aveva scritto (e forse neanche letto) lei. In effetti dalla riorganizzazione proposta veniva tratteggiata la costruzione di un sistema contenente determinati centri di responsabilità (i presidi) e vagamente ispirato a principi meritocratici. Raro esempio del frutto che può dare la burocrazia nei momenti (rari) di lucido intervallo.

Apriti Cielo! I sindacati – tutti i sindacati, questo cancro della società italiana dal quale discende gran parte dei nostri guai e dei problemi che ci troviamo a dover affrontare – si sono mobilitati contro il progetto, ed hanno ottenuto che fosse modificato in senso retrivo, riportando la riorganizzazione proposta a qualcosa di molto simile al disgustoso magma in essere, composto da ignoranza, irresponsabilità, accidia e culto di interessi particolari.

Dimodoché, in prossimità di una elezione che non sarà priva di effetti politici, e nel tentativo di recuperare almeno un po’ dei voti che il PD perderà, il buon Renzi si è calato le brache ed ha ceduto la sua presunta verginità alla piazza schiamazzante: che volete? Non avete visto quanti erano, e com’erano incazzati?

Solo che il destino di un Paese non si determina con i cedimenti. E poiché il vostro Presidente del Consiglio ha la bocca larga, le braccia corte, e il cuor di coniglio, vedo molto difficile che possa fare qualcosa di utile per questo povero Paese e per noi poveri italiani. Che stiamo pagando il fio delle nostre cialtronerie, delle nostre disonestà, della nostra indifferenza per il bene comune.

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