Problemi e soluzioni Le vicende del G7 di Elmau

Problemi e soluzioni

Le vicende del G7 di Elmau

 

Il problema al Castello di Elmau, sede della sessione tedesca del G7, era grave: tutte le carte preparate dagli sherpa sul riscaldamento globale e sull’influenza dei gas serra partivano dal presupposto che all’origine dell’inquinamento stessero l’uomo e la produzione di CO2 derivante dalla sua attività: per anni questa supposizione era stata accettata come base indefettibile per le politiche ambientali mondiali; ed ora uno studio approfondito ed ineccepibile condotto su commessa di Cina, India e Indonesia ad un pool di serissime Università di vari Paesi, sempre escluse per la loro indipendenza di giudizio dai finanziamenti dell’IPCC, certificava che le attività umane contribuivano solo in piccola parte alla situazione.

La cosa gettò nel panico i partecipanti alla riunione, perché l’assunto era dimostrato in maniera incontrovertibile, e sulla base di calcoli esaustivi classificava come principali responsabili delle emissioni di gas climalteranti, nell’ordine, i vulcani, gli animali erbivori e gli insetti, colpevoli tutti di produrre miliardi di tonnellate di gas all’anno, molti di più di quanti non fossero prodotti da tutte le attività umane; e soprattutto perché, nascosto nell’impegno alla riservatezza degli autori, era ben presente il rischio di una diffusione della notizia, che avrebbe potuto creare grandi difficoltà a quei Governi che in un momento di grave crisi economica avevano deciso di investire 100 miliardi di dollari per risolvere un problema inesistente.

Attraverso consultazioni di emergenza, i 9 personaggi coinvolti stabilirono che non era possibile mettere al corrente l’opinione pubblica mondiale della novità: ne sarebbe conseguito il totale sputtanamento dell’ONU, di tutti i vari GX, e di ogni singolo governo, di ogni singolo leader fin qui impegnato nelle politiche di contenimento delle emissioni di origine antropica. Non certo del Presidente dell’IPCC Pachauri, già sputtanato di suo. E poi, che avrebbe detto Al Gore? E cosa – con rispetto parlando – Ermete Realacci? E tutti gli altri conformisti che in tutto il mondo traevano di che vivere agiatamente dagli investimenti fatti per scongiurare il riscaldamento globale? L’unico ad uscirne bene sarebbe stato il Cardinale George Pell, che in varie occasioni si era dichiarato assai scettico sull’argomento, e aveva addirittura convinto il governo del suo Paese, l’Australia, a cancellare una legge anti idrocarburi approvata in precedenza.

Barack Obama voleva uscire dall’incarico con un qualche trofeo, ed era riuscito ad ottenere che Vladimir Putin non fosse invitato ad Elmau, ma per la gravità della situazione David Cameron lo convinse a dialogare anche con la Russia. In effetti convinse Obama dopo che Putin era già stato invitato a raggiungere gli altri, ma di questo fatto l’astuto Presidente Americano non si accorse né allora né mai.

Dunque, i 10 (i 7 di cui al titolo della riunione, lo zar russo e i 2 rappresentanti della Ue; la Mogherini non era stata invitata in quanto ritenuta irrilevante; lo stesso Renzi si guardò bene dal protestare) si riunirono con urgenza per trovare una soluzione.

Dopo molte ore di discussione, la proposta geniale fu di François Hollande, prosecutore e grande esperto della tradizionale politica di mistificazioni e inganni che almeno in politica estera la Francia porta avanti almeno dall’epoca del Re Sole; del resto egli stesso era un grande bugiardo e dissimulatore, per essere stato personalmente costretto a tale modo d’essere dalle sue intricate questioni di femmine. Egli ben conosceva la regola aurea di tutti i grandi mentitori: mentire, continuare a mentire, mentire sempre, anche davanti all’evidenza; e la bugia tanto più sarà creduta quanto più sarà grande e quante più volte sarà ripetuta. Del resto il Generale De Gaulle non aveva convinto il mondo che la Francia aveva vinto la guerra?

La bugia in preparazione era grandissima, e sarebbe stata ripetuta da gran parte dei governi del mondo: c’erano tutti i presupposti perché ci credesse tutta l’umanità, o quasi.

Approvato il metodo, i 10 entrarono nel merito di quello che si dovesse sottoporre all’opinione pubblica mondiale. La discussione durò a lungo e fu molto animata, vista l’importanza dell’argomento e la necessità di incanalare la menzogna nel letto formato dal fluire delle innumerevoli balle già raccontate. Fu ritenuto imprudente toccare alcuni punti consolidati: sarebbe stato necessario prendere impegni solo a lungo termine; allocare sulla partita somme ingenti che mai sarebbero state effettivamente spese; e contemporaneamente mettere in campo alcune attività per risolvere il problema, nella massima riservatezza ed avvalendosi di persone disposte a tutto per mantenere il segreto.

Shinzo Abe, Presidente del Consiglio giapponese, avvalendosi della collaborazione via rete di alcuni suoi esperti, fu quello che diede il là alla soluzione scelta: ridurre le emissioni intervenendo su vulcani ed erbivori; quanto agli insetti, riliberalizzare il DDT e ammazzarne il più possibile; e seguitare a dire che andavano diminuite le emissioni di origine ntropica. La discussione per arrivare a questa soluzione fu assai vivace, e vi parteciparono tutti i presenti, esclusi i rappresentanti europei Tusk e Juncker, che dichiararono il proprio disinteresse alla questione, visto che non ne sarebbero usciti impegni di spesa, ma soprattutto non ci sarebbero state nuove entrate: la costruzione di una ulteriore sede della Commssione Europea, alla quale i due agognavano, era per il momento esclusa, e l’interesse assente.

La discussione si concluse con i seguenti punti fermi:

  1. Bloccare l’attività e le emissioni dei vulcani: operazione affidata agli USA per le Americhe e l’Antartide, e ai giapponesi per l’Asia, l’Africa, l’Australia e l’Europa, escluse Russia (che avrebbe provveduto in proprio) e Italia. I tedeschi restarono a bocca asciutta, con grande dispetto della Merkel. Per l’Italia in particolare fu approvata la proposta Renzi: affidare l’esecuzione del programma, vista la confidenza con l’Etna e con altri siti sensibili come Mineo, oltre all’abitudine a trattare questioni riservate e a mantenere assoluta riservatezza, all’autorevole uomo politico italiano, il Sottosegretario Giuseppe Castiglione, il quale accettò l’incarico solo dopo aver avuto assicurazione di potersi muovere senza alcun obbligo di legge, e di essere graziato in anticipo dal Presidente Mattarella per tutto quello che avrebbe fatto.
  2. Impedire o almeno ridurre in misura significativa le emissioni degli erbivori: a questo fine apparve subito necessario acquisire i consenso della potente WHA (World Herbivorous Association). Della trattativa fu incaricato Obama, al quale fu però imposto di comprare e mettersi un cappello da cowboy, il coinvolgimento di mandriani provenienti dal Texas ed il supporto tecnico della McDonald’s. La candidatura di Castiglione, avanzata da alcuni gentiluomini arrivati in coppola da Brooklyn e da Montelepre, e sostenuta dal potente Presidente di una cooperativa sociale, Salvatore Rigaglie, fu respinta a stretta maggioranza.
  3. Per le bugie sui soldi che sarebbero stati previsti come spesa (100 miliardi di dollari entro il 2050), senza che dalle casse uscisse neanche uno scudo, fu stipulata una clausola espressa tra tutti i presenti, che rafforzava l’impegno a non erogarli. Si trattava di decidere a chi dovesse andare la responsabilità della comunicazione, ma la conclamata esperienza in false dichiarazioni e nell’assunzione di impegni a vuoto di Matteo Renzi ne rese l’autocandidatura imbattibile.

I convenuti fissarono un nuovo incontro per la fine dell’anno, impegnandosi a monitorare nel frattempo le attività di ognuno degli incaricati. Per la perdita di qualità della un tempo imbattibile diplomazia vaticana, Papa Francesco venne informato solo, e a cose fatte, da un seminarista svizzero che si era infiltrato al vertice in qualità di lavapiatti: naturalmente le informazioni pervennero a Roma smozzicate e imprecise. Dopo aver riunito i suoi consulenti sudamericani, luterani e ortodossi e forte del supporto della sua Aureola Magica, nell’incertezza della situazione annunziò un’Enciclica. Questo scritto arrivò con un certo ritardo ed era pieno di sciocchezze e di luoghi comuni: destò qualche pubblico applauso piuttosto tiepido e molte risate private, e contribuì in certa misura all’ulteriore declino del prestigio della Chiesa.

 

Nota Bene: quanto sopra riportato è solo una ricostruzione sommaria di quanto è avvenuto ad Elmau in occasione del G7; non farò mai sentire, a nessuno, i nastri registrati segretamente nel castello, che sono in mio possesso. Dirò – e vi prego di credere – che il breve resoconto sopra riportato è un parto di fantasia, e i nastri sono stati registrati dalla Magistratura italiana, abituata a intercettare di tutto e poi a farlo conoscere tramite i canali più disparati: credo che Repubblica e Il Corriere della Sera li pubblicheranno a breve.

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