Anche le pulci hanno la tosse

È molto difficile che i nostri contemporanei siano consci della crassa ignoranza e della volgare incultura dalle quali sono caratterizzati; dalle carenze indicate, poi, consegue la disponibilità a considerare oro colato le affermazioni di chiunque goda di un minimo di notorietà. Succede allora che qualunque sciocchezza proferita da cantanti, show girls, calciatori, tronisti, squinzie di coscia svelta e via dicendo venga presa in considerazione e commentata come cosa seria.

Succede lo stesso anche per quanto riguarda alcuni attori da avanspettacolo, che parlano senza sapere cosa dicono e tuttavia vengono citati e presi sul serio da moltitudini di imbecilli. L’ultimo caso è quello di Alessandro Gassman, che ha lanciato l’idea che ognuno pulisca una fetta di Roma per migliorarne l’igiene e il decoro.

Prima considerazione: se ha tempo per scopare il marciapiede il suddetto non ha molto da fare, nella sua giornata. Buon per lui, ma non generalizzi una situazione di privilegio che lo caratterizza con qualche suo collega: la gente normale ha altro da fare che dedicare del tempo a fare il netturbino.

Seconda considerazione: vorrei conoscere quali nozioni di diritto pubblico, di filosofia del diritto e di organizzazione delle Pubbliche Istituzioni possieda il nominato; perché se ne avesse a sufficienza dovrebbe aver compreso che a base del contratto sociale sta anche l’intesa che sia lo Stato, nelle sue eventuali organizzazioni territoriali, a farsi carico di garantire i servizi di interesse generale. Ai privati il compito di scegliere gli amministratori, l’impegno di pagare le tasse e – se lo desiderano – di intervenire personalmente in caso di estrema necessità. Un qualunque cittadino ha il diritto, agendo come funzionario di fatto in caso di necessità, di arrestare chiunque stia commettendo un reato, ma opportunamente la legge vieta che privati cittadini vadano svolgendo indagini o indagando su fatti illeciti fuori da situazioni di emergenza.

Terza e ultima: il nostro giovanotto ha votato alle ultime elezioni? Se ha votato, si rivolga ai suoi rappresentanti, ai quali ha delegato il compito di organizzare i servizi ai cittadini; altrimenti, non votando, ha implicitamente delegato tale scelta a coloro che votavano. Se è interessato a partecipare all’amministrazione della Città un metodo c’è: si presenti alle elezioni, si faccia eleggere e si dia da fare in Campidoglio; qualcuno in lista ce lo metterà, perché il suo cognome (meglio: quello di suo padre) dei voti li richiamerà. Allora potrà meglio dire la sua dai banchi del Consiglio Comunale, e richiamerà anche meno critiche, perché la gente è abituata a sentire le castronerie che ne provengono.

I vecchi milanesi consigliavano ai pasticceri di fare il loro mestiere. Si tratta di saggezza popolare valida sempre e per tutti.

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