Luoghi dell’illegalità: il Ministero dell’Ambiente

Negli ultimi tempi la magistratura italiana, in molti suoi organi, si è caratterizzata per l’emissione di pronunzie inaccettabili; la stessa Corte Costituzionale ha prodotto sentenze che testimoniano o una grandissima ignoranza del diritto (e non lo credo) o una spiccata faziosità, tanto forte da piegare la mente dei giudici verso affermazioni inaccettabili. A questo modo di comportarsi non è stata estranea la Corte di Cassazione, distintasi anzi per talune pronunzie assolutamente cervellotiche.

Ora una recente sentenza della Suprema Corte, attivata a proposito della sentenza di secondo grado emessa nei confronti della Commissione Grandi Rischi e dei suoi componenti per non aver avvertito la popolazione dell’imminenza del grande terremoto, e che si concluse con l’assoluzione di tutti i componenti, con l’esclusione del Presidente Bernardo De Bernardinis, conferma l’esito del processo, rendendo con ciò definitiva la condanna del Professor De Bernardinis.

Premetto che il mio giudizio sulla parte nella quale le suddette sentenze condannavano gli esperti, e poi il solo Presidente De Bernardinis, è assolutamente negativo: il Tribunale di primo grado ha emesso una sentenza senza senso, utile solo a dimostrare una profonda ignoranza ed una totale sottomissione al populismo della parte peggiore della popolazione aquilana; anche le pronunzie della Corte d’Appello e della Cassazione, per la parte nella quale confermano la condanna di De Bernardinis, sono a mio parere irrazionali e non fondate.

Eppure … eppure una sentenza di condanna, definitiva, c’è; e se c’è, occorre che gli organi dello Stato ne tirino le conseguenze, tra le quali l’impossibilità, per il condannato, a ricoprire incarichi nella Pubblica Amministrazione. De Bernardinis è Presidente dell’ISPRA: cosa aspetta il ministro Galletti, al quale incombe la vigilanza sull’ente, a muoversi per porre fine alla situazione di illegalità che si è venuta a determinare?

Il Professor De Bernardinis in effetti Presidente dell’ISPRA, Istituto Superiore Per la Ricerca e la Protezione Ambientale. L’ISPRA deriva dall’incorporazione nell’APAT di soggetti che – da vari punti di vista: il mare, la fauna selvatica – si occupavano di ambiente. Se avesse conservato la natura di Agenzia del Governo per l’Ambiente sarebbe oggi un soggetto importante per la tutela del territorio e dell’ambiente, ma da quando l’ottusità dei sindacati e l’imbecillità dei responsabili del ministero ne hanno fatto un insignificante, piccolo Ente di ricerca, ha perso spazio, poteri e credibilità, innescando un processo al quale il progressivo trasferimento di funzioni e risorse alla SOGESID del simil Casini, Staderini, sta imprimendo il sigillo finale.

inoltre De Bernardinis, nominato a suo tempo all’ISPRA dai suoi sponsores Gianni Letta e Bertolaso, era già stato confermato da Galletti in regime di piena illegittimità, in quanto già condannato al momento della conferma, anche sotto la spinta degli stessi sponsores, ai quali si era nel frattempo aggiunto – udite, udite! – il Movimento 5 Stelle, sempre pronto a tuonare contro le illegalità, salvo chiudere tutti e due gli occhi in caso di opportunità, in vista di compensi vantaggiosi.

La vicenda “De Bernardinis”, del resto, è solo l’ennesima conferma del titolo di “Ministero dell’illegalità” che l’ambiente si è andato guadagnando negli ultimi mesi.

Enumerando brevemente: il Segretario Generale Antonio Agostini – anche lui della scuderia Letta – è rinviato a giudizio per turbativa d’asta ed abuso d’ufficio, ma nonostante ciò è stato designato da Galletti a fare il Presidente dell’ISIN, la Commissione di controllo sull’energia nucleare (nomina urgente, ma finora sospesa); i Direttori Generali Mariano Grillo e Maurizio Pernice, i dirigenti di seconda fascia Antonio Strambaci e Giuseppe Cosentino, tutti a vario titolo, destinatari di avvisi di garanzia; il sequestro preventivo di 600.000 euro tra contanti e disponibilità su conti correnti riferibili al Direttore Generale Mauro Luciani; e financo la vicenda grottesca della nomina a Direttore del Parco Nazionale della Sila di tale Michele Laudati, che nel 2006 era stato dichiarato ”non idoneo permanentemente al servizio d’istituto in modo assoluto” dal Centro Militare di Medicina Legale di Catanzaro, con “diritto al trattamento di quiescenza comprensivo della indennità integrativa speciale”: il suddetto è stato nominato, e rinnovato, al posto di direttore, con trattamento economico di novantamila euro l’anno. E non escludo che in questa breve enumerazione mi sfugga qualcosa relativamente ad altre situazioni.

Ma voglio ancora far riferimento alla bonifica di Porto Marghera, per la quale si è conclusa la procedura di approvazione di alcuni progetti. Il ministro l’ha definita “modello di risanamento”. Sarà.

Però è un fatto che sono stati spartiti diversi milioni tra i collaudatori della parte di opera già completata; che sono andati a funzionari del ministero dell’Ambiente, della regione Veneto, della SOGESID e delle Autorità di bacino. Nell’elenco dei beneficiari sono infatti compresi: Pelaggi, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Prestigiacomo; Luciani, D.G. del ministero dell’Ambiente; Casarin, Carraro, Zito di strutture regional; Monteforte Specchi e Stagno d’Alcontres della Commissione VIA; Assenza della SOGESID e Gaia Checcucci, Segretaria dell’Autorità di bacino dell’Arno, poi nominata Direttore Generale del Ministero (nomina in corso di registrazione).

Una brevissima conclusione: come si può pensare che possano adottare misure ed iniziative urgenti per fronteggiare le emergenze ambientali quando non riescono ad intervenire per tutelare le risorse e gli interessi pubblici in relazioni a vicende cosi evidentemente gravi e chiare?

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