I benefattori che ci hanno preceduto

La fissazione degli ambientalisti fondamentalisti, e specialmente nella variante “storici dell’ecologia”, è che l’uomo non solo sia, ma sia stato sempre, il cancro della Terra. Certo non appare possibile che persone dotate di intelligenza normale o non particolarmente brillante li seguano su questo terreno; il fatto che sia stato Filippo d’Edimburgo, nella qualità di presidente mondiale del WWF, a fare a so tempo questa affermazione ne è conferma. Ma c’è chi è arrivato a scoprire che il massacratore Gengis Khan è stato un grande benefattore della Terra, e il più verde dei grandi conquistatori.

Argomentano questi signori, al termine di lunghi studi sui finanziamenti dei quali non ci è dato avere notizie, che nelle sue conquiste il mongolo mandò a morte oltre quaranta milioni di persone, determinando l’importante conseguenza che molte aree già utilizzate per produrre cibo si ricoprirono di foreste; i nuovi alberi avrebbero consentito la rimozione dall’atmosfera di almeno 700 milioni di tonnellate di CO2, una quantità pari a quella prodotta oggi in un anno dalla combustione di idrocarburi. Certo, per chi considera una grande iattura la presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, scambiare la vita di un uomo con il risparmio di sei quintali di CO2 (tanto va il cambio ai giorni nostri) può sembrare vantaggioso. E chi non avrebbe la tentazione di condividere questo giudizio, se lo scambio fosse praticato selettivamente? Se, cioè, nello scambio fossero comprese le persone giuste, come per esempio i ricercatori dei quali abbiamo parlato sopra e i loro finanziatori, i catastrofisti, gli animalisti che soffrono per un micio malnutrito ma ignorano i bambini che muoiono di fame, e i vari personaggi che per la loro attività e le loro affermazioni si siano distinti come persone particolarmente dedite alla propalazione di castronerie, in campo ambientale e non solo?

Mi scuso per l’ultima frase, indegna di un cristiano, ma talvolta l’ira, se non giustificata, può essere almeno compresa; e credo che l’ira contro chi non riconosce il valore infinito di ogni singolo individuo sia quella più vicina a non essere peccato. Suggerisco di istituire una “Hall of fame” in materia, nella quale possano essere accolti tutti coloro che abbiano considerato la vita dell’uomo meno importante di quella degli animali o del livello della temperatura; e allora, a fianco di Gengis Khan potranno trovar posto Stalin, il più modesto Hitler, Mao Tse Tung, Pol Pot, il conte Dracul di Transilvania, e come comprimari Beria, Kappler, gli slavi delle foibe, gli assassini della guerra civile italiana dell’una e dell’altra parte, e via snocciolando un lungo elenco di simili gentiluomini. Nella sezione “amatori” potrebbero essere accolti, con altri, anche Jack lo Squartatore, Landru e il più contenuto Enrico VIII Tudor.

Potrebbero anche essere esposti grafici riassuntivi dai quali vengano resi noti i dati definitivi del risparmio di emissioni di CO2 che la diligente e meritoria attività di tutti costoro ha consentito.

Certo, ci troveremmo di fronte a un triste elenco di malvagità umane, nel quale alcuni dei protagonisti sono stati attivi fino all’altro ieri. Abbiamo l’onere di impedire vi compaiano new entries, con buona pace dell’effetto serra e di tutti gli imbecilli che ne sono terrorizzati.

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