Abolire il cristianesimo: vantaggi e svantaggi

Innovando nella prassi di “Cyrano”, riporto uno scritto del quale non sono l’autore. Si tratta di un breve editoriale, a firma Ettore Gotti Tedeschi, comparso oggi su “La Nuova Bussola Quotidiana”, nel quale, cogliendo l’occasione da una ripubblicazione di un libro di Jonathan Swift, l’autore fa qualche considerazione di attualità, valida e penetrante come tutti i suoi scritti.

Grazie all’autore per averlo reso disponibile, e buona lettura.

 

Se il cristianesimo venisse abolito. Svantaggi e vantaggi

di Ettore Gotti Tedeschi 07-06-2016

Jonathan Swift (1667-1745), il cinico, geniale, dissacrante autore dei Viaggi di Gulliver, scrisse un breve saggio (Aboliamo il Cristianesimo) in cui spiega gli inconvenienti (nel mondo protestante inglese) che si produrrebbero se ciò si realizzasse. L’editore Giubilei Regnani ripropone una ristampa in questi giorni (stesso titolo). Questo mio libero e soggettivo commento si rifà al testo di Swift, con l’intento di proporre riflessioni, non guidate, (peraltro non necessarie per i lettori della Nuova Bussola Quotidiana) per i tempi attuali.

Anche 270 anni fa l’opinione di una maggioranza influente riusciva a diventare la “voce di Dio “, come anche oggi. E come oggi, si perpetrava il progetto di eliminare il cristianesimo, sia perché si supponeva che Vangelo e la tradizione fossero antiquate e screditate, ma soprattutto perché scomode per le mode imposte dalle culture dominanti. Swift analizza con ironia i vantaggi e gli svantaggi dell’abolizione del cristianesimo. Io li ripropongo, riassumendoli. Il primo vantaggio sarebbe l’esaltazione della necessaria libertà di coscienza, che libererebbe finalmente dalla tirannia della Chiesa e dalla imposizione delle sue credenze. Ancora oggi attuale

Un secondo vantaggio starebbe nel risparmio economico per il mantenimento del clero, che potrebbe confluire in opere culturali (8 per mille?). Un terzo vantaggio starebbe nel poter guadagnare, per uso consumistico o edonistico, un giorno in più alla settimana (la domenica) altrimenti consacrata ai riti religiosi inutili (già realizzato, anche troppo…). Un quarto vantaggio starebbe nella abolizione dei movimenti ecclesiali (per Swift, partiti) che producono chiese nella Chiesa e competono fra loro, senza poter esser controllati. Magari anche sviluppando affari per mantenersi.

Un quinto grandissimo vantaggio starebbe nella cancellazione di quei pregiudizi educativi che sono chiamati virtù, e che rovinano la pace a chi non li persegue (meglio perciò indicare come virtuosi, da imitare, alcuni furbacchioni pericolosi, ma idoli mediatici). Infine, l’ultimo vantaggio dell’abolizione del cristianesimo, starebbe nella utilità per l’unione dei protestanti, grazie all’ampliamento dei confini del loro ecumenismo. In tal modo, infatti, potrebbero accogliere i dissidenti esclusi (dal cattolicesimo?) per motivi di rituali (Sacramenti) di scarsa importanza. Accettare tutti è il vero conseguente programma ecumenico, c’è posto per tutti…

Quali sarebbero invece i danni dell’abolizione del cristianesimo per Swift? Anzitutto, non ci sarebbero più preti e norme religiose da “prendere in giro “, dileggiare e incolpare di ogni nefandezza, vizi, ecc. Così gli intellettuali laici, usi a sfoggiare la loro alta dottrina antireligiosa, diverrebbero disoccupati, chiuderebbero bottega. Con chi farebbero, infatti, satira se il cristianesimo scomparisse? Ma l’effetto più dannoso conseguente alla abolizione della religione cristiana consisterebbe (per Swift) nell’introduzione più facile del papismo (cioè del potere temporale del Papa e della Chiesa cattolica e della sua autorità assoluta). E Swift lo spiega con una sottile ironia, scrivendo che è noto che i gesuiti hanno sempre avuto l’abitudine di spedire emissari con il compito di fingersi membri delle sette più illuminate.

Swift prosegue scrivendo che è documentato che (i gesuiti) sono comparsi, in diversi tempi, in vesti di presbiteriani, anabattisti, quaccheri, a secondo di chi fosse più in auge… Così, da quando è diventato di moda screditare la religione, i missionari papisti, non hanno smesso di mescolarsi ai liberi pensatori. Se il cristianesimo si estingue la gente faticherà a trovare altre forme di culto al di fuori di quelle superstiziose, che sfociano nel papismo. Perciò Swift propone che, invece di abrogare il cristianesimo, si abroghi la religione in generale. Ciò perché, finché si lascia in vita Dio e la sua Provvidenza, non si taglia il male alla radice …

Ma, conclude Swift, attenzione a cancellare il cristianesimo e magari allearsi con il Turco, perché «la sua gente sarebbe più scandalizzata (dei cristiani cattolici) dalla nostra empietà». I turchi, infatti, (scrive sempre Swift), non solo sono osservanti del culto religioso, ma peggio ancora, credono in Dio, che è più di quanto ci si aspetta da noi, anche se noi manteniamo il nome di cristiani.

Swift ha scritto questa cinica riflessione più di duecentosettantanni fa.

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