ISPRA e Ministero dell’ambiente: dove l’illegalità è di casa

Il Professor Bernardo De Bernardinis è Presidente dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); è arrivato alla nomina e alle successive conferme attraverso un percorso che lo ha visto ricoprire molti ruoli, anche significativi, nell’ambito del sistema universitario e dell’amministrazione pubblica, ma si è affermato nella vita pubblica come colui che si occupava di gestioni idriche per conto del PCI e delle grandi municipalizzate che gli erano infeudate. Il sistema di potere trasversale e malversatore imperante con poche eccezioni nella XIV Legislatura lo portò a diventare il sottopanza trasversale di Bertolaso come Vice Direttore della Protezione civile, e garante per la sinistra dell’equità delle ripartizioni; infine, nel 2014 fu collocato e poi confermato alla guida dell’ISPRA, da ultimo dal Ministro Galletti: peccato che ciò sia avvenuto in violazione della norma che prevede la non eleggibilità negli organi di governo degli enti pubblici di chi abbia riportato una condanna penale (quella del nostro è stata confermata dalla Cassazione, e quindi resa definitiva, nel novembre 2015).

Bene, questo signore si è distinto per vari comportamenti che hanno portato anche i sindacati a formulare critiche assai aspre, soprattutto per gli aspetti clientelari e partigiani utilizzati per le assunzioni e per l’affidamento degli incarichi; e se pure ne ha combinate diverse, quella in corso è la più macroscopica di quante ne ha combinate. Godendo del pieno supporto del suo DG Stefano La Porta, già vice di Marrazzo per l’emergenza rifiuti della Regione Lazio e in quanto tale autore formale di quel Piano Regionale dei Rifiuti che è all’origine di molti dei guai attuali, egli ha infatti avviato una procedura di assai dubbia legalità per coprire quattro posti di Capo Dipartimento. A testimonianza della singolarità della procedura avviata basterà infatti ricordare come il giudizio sui candidati venga espresso per il 40% del punteggio da una Commissione appositamente nominata, e per il 60% dagli organi di amministrazione dell’ente, che per legge sarebbero esclusi dalla procedura. Su tutta la vicenda comunque leggi la lettera che uno dei possibili candidati ha inviato al Presidente del Consiglio, riportata in calce.

Dalla narrazione della questione, comunque, almeno una cosa appare chiara: la completa situazione di illegalità che ispira l’ISPRA e il complesso della gestione del povero Ministero dell’Ambiente.

 

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Illustre Presidente,
….. sono stato a lungo dirigente dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nato dalla fusione di tre enti di riferimento nazionale (APAT, ICRAM ed INFS) all’interno del quale per diversi anni ho svolto la mia attività …..
Il mio contratto è cessato il …. non essendo stato possibile prorogarlo, a detta dei vertici dell’Istituto, a causa dei vincoli normativi e delle eccezioni che sarebbero state avanzate dagli enti deputati alla vigilanza sull’ISPRA.
Dal momento che Lei ha fatto della trasparenza e del buon governo la
Sua bandiera politica, da semplice cittadino ritengo a questo punto
doveroso rivolgermi a Lei per significarLe che la buona e trasparente
amministrazione non sembra essere un obiettivo perseguito dai vertici
dell’ISPRA, ossia dal principale ente pubblico di ricerca e protezione
ambientale del nostro Paese, vigilato dal Ministero dell’Ambiente.
Infatti, in questo ente, nel quale da ben sette anni si assiste ad un
processo di riorganizzazione che non sembra avere termine, si sta
perseguendo il principio della assegnazione delle poltrone soltanto nei
confronti di persone ben individuate, che definirei amiche, a
prescindere dall’applicazione di trasparenti principi di valutazione
delle professionalità e delle effettive capacità gestionali.
E’ attualmente in corso di svolgimento la riorganizzazione dell’Ente
prevista dal Decreto 9 dicembre 2013 n. 356 del Ministero dell’Ambiente
e della Tutela del Territorio e del Mare.  A tal fine è stato bandito
un concorso/interpello per la copertura di quattro posizioni di
Direzione di Dipartimento per il reperimento di quattro Dirigenti di
Prima fascia per le posizioni di Direttore dei Dipartimenti
Valutazione, Controlli e Sostenibilità Ambientale, Servizio Geologico d’
Italia, Monitoraggio e Tutela dell’Ambiente e Conservazione della
Biodiversità, Personale e Affari Generali.
Detto concorso è stato bandito con modalità quantomeno ambigue (v.
Interpello per il conferimento degli incarichi dirigenziali di livello
generale di cui al Decreto 9 dicembre 2013 n. 356 del Ministero dell’
Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante l’
approvazione dello Statuto dell’Istituto Superiore per la Protezione e
la Ricerca Ambientale – Allegato A alla Deliberazione del Consiglio di
Amministrazione dell’ISPRA n. 42/CA  dell’11 febbraio 2016) per le
seguenti motivazioni:
a) l’interpello/bando non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale
dello Stato, pur avendo la procedura una chiara valenza pubblica ed
essendo aperto alla partecipazione esterna;
b) si è imposto ai candidati di dichiarare una manifestazione di
interesse per una sola delle posizioni messe a concorso ma senza che
ciò sia vincolante per l’Istituto, in chiara violazione dello spirito
del comma 1 dell’art. 19 del D. lgs 165/2001, per quanto riguarda la
coerenza tra le attitudini e le capacità professionali dei candidati,
con le posizioni dirigenziali sulla quale dette attitudini e capacità
avrebbero potuto esprimersi al meglio;
c) il Presidente dell’ISPRA, che è organo politico dell’Amministrazione
e che, a termini di legge non potrebbe intervenire nelle procedure
concorsuali bandite dall’ente che esso stesso governa, in violazione
dell’ art. 4, comma 6 del DPR 272/2004, si riserva la possibilità di
attribuire fino al 60% del punteggio totale attribuibile ai candidati,
esautorando nei fatti una Commissione di valutazione appositamente
nominata;
d) soltanto dopo aver bandito la procedura concorsuale ed aver
acquisito le relative candidature, l’Amministrazione dell’ISPRA si è
data premura di verificare i limiti percentuali riferiti alla dotazione
organica dei dirigenti di prima fascia stabiliti dall’art. 19, comma 6
del D. lgs. 165/2001, al fine di stabilire se vi fosse la possibilità
di conferimento degli incarichi in questione a soggetti esterni all’
amministrazione, concludendo sorprendentemente che non vi era capienza
per l’affidamento di detti incarichi;
e) per tale motivazione il Direttore Generale dell’ISPRA ha provveduto
con propria Disposizione n. 1288/DG del 24 marzo 2016, alla esclusione
dalla procedura concorsuale di 25 aspiranti direttori di dipartimento,
…. ammettendo alla prosecuzione della procedura concorsuale un certo numero di candidature senza, peraltro, specificare i riferimenti normativi in forza dei quali veniva data agli ammessi la possibilità di proseguire il concorso;
f) …. due richieste di accesso agli atti del concorso rimaste entrambe inevase e,
in conseguenza dell’esito infruttuoso di dette richieste di accesso, ha
presentato una serie di esposti nei confronti dei principali presidi
istituzionali, nell’auspicio che possa essere fatta luce sulle modalità di espletamento del predetto concorso.
….. sono state disposte reiterate proroghe per trattenere a tutti i costi in servizio  un dirigente a contratto ai sensi dell’art. 19, comma 5 bis del D. lgs.
165/2001, candidato nell’ambito della procedura concorsuale di cui
sopra, senza alcuna osservanza dei dettami normativi di riferimento e
sulla base di presupposti del tutto inconsistenti.  Tutto ciò, in
attesa che detta procedura concorsuale venga finalizzata a seguito
degli esiti di apposite valutazioni condotte, appunto, dalla Presidenza
dell’Ente. Procedura concorsuale della quale, peraltro, circolano già
da tempo i nomi dei vincitori, nelle persone della Dr.ssa Emi Morroni,
del Dr. Mario Carmelo Cirillo, del Dr. Claudio Campobasso e del Dr.
Marco La Commare.
In particolare per quest’ultimo, titolare di un contratto ai sensi dell’
art. 19, c. 5 bis del D. lgs. 165/2001, con scadenza al 31 marzo 2016
e, come già esposto, candidato nell’ambito della procedura concorsuale
sopra descritta, sono state reiterate due proroghe: la prima con
scadenza 31 maggio 2016 e la seconda, al momento non ancora pubblicata
sul sito istituzionale dell’ISPRA, senza scadenza ma per il tempo
necessario alla conclusione della procedura selettiva attualmente in
corso. Peraltro, sulla possibilità che il predetto Dirigente possa
essere incluso all’interno della rosa di candidati valutabili ai fini
del concorso persistono una serie di perplessità, essendo questi
appartenente ai ruoli del Ministero dell’Interno nell’ambito della
carriera prefettizia che, come noto,  nella Legge 124/2015 (Legge
Madia) viene esclusa rispetto al ruolo unico dei dirigenti pubblici.
Sempre nel quadro della riorganizzazione dell’Istituto sono state fatte
scomparire posizioni direttoriali relative a dipartimenti di primaria
importanza (Dipartimento difesa della natura) che costituiscono il
cuore dell’attività scientifica dell’Istituto e gli stessi dipartimenti
sono stati poi annessi all’interno di dipartimenti le cui attività
tematiche sono quanto di più lontano si possa immaginare da quelle dei
primi (v. allegati, delibera n. 35/2015 del Consiglio di
Amministrazione e disposizione n. 1004/2015 del Direttore Generale).
Tutto ciò, salvo scoprire che nel nuovo modello organizzativo dell’
Istituto si ritrovano un Dipartimento e la relativa posizione apicale,
aventi ad oggetto le medesime tematiche scientifiche della posizione
precedentemente soppressa e che, nonostante la sua soppressione, su
detto Dipartimento vengano prodotti degli interpelli interni per la
ricerca di personale addetto alle attività.
La prego di credere, Signor Presidente, che il sottoscritto si è
persuaso ad inviare questa nota alla Sua attenzione come una richiesta
di aiuto, e forte della convinzione che una possibilità di riscatto
morale per questo Paese esista ancora, e debba necessariamente passare
attraverso una sana e corretta amministrazione delle cose pubbliche, al
di fuori di qualsiasi interesse di tipo personale.
Confidando in un Suo riscontro alla presente e rimanendo a disposizione
per eventuali approfondimenti ritenuti utili, Le auguro un buon lavoro,
per il bene di tutti i cittadini.

NB: il testo della lettera è stato naturalmente emendato da qualsiasi elemento che potesse condurre all’identificazione dell’autore.

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