Ministero dell’Ambiente: lo scrigno delle illegittimità

Poiché di questi tempi è di moda cercare l’illegalità, mi permetterò di dare ai cercatori un suggerimento che potrebbe portarli a scoprirne un intero, abbondante giacimento: vadano al Ministero dell’Ambiente, ché da lì potranno uscire appagati.

Pochi giorni fa ho pubblicato la ricostruzione della situazione assolutamente illegittima nella quale versa l’ISPRA; parlerò presto della SOGESID; ma intanto mi soffermo sugli organi ministeriali. Nella prima decade di questo mese, a quanto pare, l’Ufficio di controllo sugli atti … del Ministero dell’Ambiente della Corte dei Conti ha inviato agli uffici del Ministro due pesantissimi rilievi in riferimento alle recenti nomine dei membri della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS e dei membri della Commissione Istruttoria per l’Autorizzazione Integrata Ambientale – IPPC. Come emerge anche dalla lettura del solo nome, si tratta di die importantissimi organi di consulenza tecnica del Ministro che rilasciano pareri, fin qui sempre seguiti e che valgono come decisioni, in ordine ai diversi tipi di autorizzazioni in materia ambientale; se tali Commissioni versano, come sostiene la Corte dei Conti, in stato di illegittimità, il ministro Galletti non può decidere nessuna delle questioni in materia di attività industriale che rientrino nella sua competenza, e delle quali il Paese ha estremo bisogno.

Quali sono i rilievi della Corte? In estrema sintesi: mancano le domande di partecipazione alla procedura di nomina formulate dai candidati; manca l’esposizione della procedura di valutazione che ha portato alla nomina; non c’è traccia dell’adempimento della normativa sulla parità di genere, che in effetti non è stata rispettata; manca l’accertamento sull’inesistenza di eventuali cause di incompatibilità o inconferibilità a carico dei nominati; manca la definizione del trattamento economico di spettanza. Scusate se è poco; comunque non mancano altri, più specifici, rilievi: la mancanza delle autorizzazioni di appartenenza di alcuni dei nominati, alcune correzioni a penna non convalidate, e così via.

Un bel pastrocchio, insomma, al quale il Ministero deve porre rimedio entro i primi di luglio, a pena di vedere cancellate quelle nomine che tanto interesse rivestono per Galletti e per i suoi amici. Ci riuscirà? Dovrà aprire una nuova procedura? Lo scopriremo solo vivendo; per ora possiamo confermare il giudizio di incapacità, leggerezza e incompetenza comunemente formulato sul Ministro e sui suoi collaboratori.

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