Conformisti, ignoranti e portatori di morte – 3

Tra coloro che vanno propalando parole d’ordine contrarie alla verità e alla logica, tra le altre associazioni ambientaliste conformiste, spicca Greenpeace, nota più che altro per l’uso di metodi illegali, illegittimi e pirateschi tendenti ad impedire determinati comportamenti ad onesti operatori economici impegnati in attività tradizionali e legittime. Sostanzialmente, banditi o quantomeno violenti.

Anche Greenpeace, come le altre associazioni conformiste, è assolutamente contraria all’utilizzo degli OGM, contro i quali svolge forsennate (e dissennate) campagne forse finanziate da produttori non adeguati a questo tipo di produzione, o per ribrezzo di fronte ad una novità, oppure per riemergere di sensibilità comuniste contro le multinazionali capitaliste. Greenpeace, WWF, e in Italia anche Legambiente, si sono distinte in questa battaglia. Trovando un alleato forse inatteso in una Coldiretti grettamente abbarbicata alla difesa di produzioni residuali, non concorrenziali sui mercati internazionali, e sempre pronta a pitoccare aiuti allo Stato con le scuse più diverse (freddo, caldo, siccità, pioggia e via dicendo: ogni evento innesca una richiesta di provvidenze per “stato di calamità”; e pensare che la loro attività, tanto per dire, consuma più del 70% dell’acqua disponibile, praticamente senza pagarla, mentre gli agricoltori si rifiutano di fare anche il minimo investimento per ridurre o almeno razionalizzare i consumi).

Gli effetti delle campagne anti OGM di questi figuri sono stati catastrofici, in Italia e ancor più su scala mondiale. Poiché i coltivatori in Italia non sono pochi, e poiché le loro organizzazioni spostano molti voti, ministri e governi di intelligenza scarsa e di poche preoccupazioni per il bene pubblico ne hanno seguito le egoistiche, miserabili, indicazioni; e così la legislazione italiana – e le pronunzie di giudici senza valore – praticamente impediscono la coltivazione degli OGM nel territorio nazionale. Ma, se per noi si tratta sostanzialmente di un problema economico, non è così per quei Paesi che dall’utilizzo degli organismi geneticamente modificati potrebbero trarre sollievo alla situazione di sottoalimentazione nella quale versano le loro popolazioni; non solo, esistono OGM che sono in grado di prevenire malattie endemiche in determinate aree del globo.

Per esempio il cosiddetto golden rice (riso addizionato di vitamina A) è in grado di combattere il glaucoma e la carenza di vitamina A. Si tratta di malattie che (secondo i dati OMS) determinano da 1 a 2 milioni di morti l’anno, e da 250 mila a 500 mila casi di cecità, che un consistente consumo di golden rice potrebbe evitare o quantomeno ridurre in misura significativa.

Si sta ripetendo la vergogna del DDT, escluso dall’utilizzazione per la reazione uterina di un funzionario ignorante sostenuta dagli ambientalisti conformisti: il suo mancato uso ha causato e sta causando centinaia di migliaia di morti per malaria all’anno.

Come per il DDT e altri cibi OGM, anche per il golden rice Greenpeace ed i suoi complici delle associazioni ambientaliste conformiste hanno ottenuto di bloccare l’uso corrente e di metterlo al bando. Come? Usando blandizie e intimidazioni: le blandizie sono buona stampa, aiuti nelle organizzazioni dalle quali dipendono, e simili sozzure; le intimidazioni consistono nell’utilizzo della rete mafioso-massonica dei loro sostenitori per indurre mezzi di comunicazione, amministrazioni e soggetti di vario tipo ad ignorare chi non sia connivente.

Di fronte a questa situazione, 109 premi Nobel e 2212 scienziati di tutto il mondo hanno indirizzato a Greenpeace e all’Onu una lettera che comincia: “Chiediamo urgentemente a Greenpeace e ai suoi sostenitori di riesaminare l’esperienza di agricoltori e consumatori di tutto il mondo con le colture e il cibo migliorati dalla biotecnologia, riconoscere i risultati delle ricerche di autorevoli istituzioni scientifiche e agenzie regolatrici, abbandonare la sua campagna contro gli Ogm in generale e il riso dorato in particolare”. E prosegue: “Agenzie scientifiche e regolatrici in tutto il mondo hanno ripetutamente e coerentemente dimostrato che le colture e il cibo migliorati dalla biotecnologia siano sicuri tanto quanto quelli prodotti con altri metodi, se non ancora più sicuri. Non c’è stato un solo caso confermato di impatto negativo del loro consumo sulla salute di uomini e animali. Il loro impatto ambientale, come è stato ripetutamente dimostrato, è meno dannoso per l’ambiente ed è un vantaggio per la biodiversità”. L’appello è rivolto anche all’Onu e “.. ai governi del mondo, affinché rifiutino la campagna di Greenpeace contro il riso dorato in particolare e quelle contro le colture e i cibi migliorati attraverso la biotecnologia in generale. Chiediamo che facciano tutto ciò che è in loro potere per opporsi alle azioni di Greenpeace e accelerare l’accesso degli agricoltori a tutti gli strumenti della biologia moderna, specialmente ai semi migliorati grazie alla biotecnologia. L’opposizione basata sull’emozione e sul dogma che è stato confutato dai dati deve finire. Quante persone povere in tutto il mondo devono morire prima che questo venga considerato un ‘crimine contro l’umanità’?”

A tanto autorevole appello, Greenpeace non ha trovato di meglio che far rispondere tale Federica Ferrario, responsabile della campagna “Agricoltura sostenibile”, con una farfugliante sbrodolata di sciocchezze, dalla quale ha fatto grande attenzione nell’escludere qualunque accusa di nocività per l’uomo, gli animali e l’ambiente degli Organismi Geneticamente Modificati.

La verità è che la guerra delle ONG è dichiarata non tanto agli OGM, quanto al sistema economico produttivo vigente: una guerra datata e stantia alle multinazionali produttrici e al capitalismo. Gratta gratta, sotto il verde dell’ambientalista conformista compare sempre il rosso del vetero comunista; manca solo (ma poco) che nei vaniloquenti comunicati di Greenpeace compaia un attacco alle FODRIA: ma vedrete che cominceranno presto ad inserirlo.

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