Illegittimità e incapacità al ministero dell’ambiente: pubblica, conosciuta e giudicata – 2

Purtroppo per l’interesse pubblico e l’amministrazione della Repubblica, i fatti confermano che c’è almeno un ministero nel quale regna l’illegittimità. Almeno l’illegittimità.

Avevo dato conto, in una nota precedente, del fatto che la Corte dei Conti – Ufficio di controllo sugli atti del ministero dell’Ambiente – aveva negato la registrazione ai due importanti atti concretizzatisi nei provvedimenti di nomina della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA/VAS, e della Commissione Istruttoria per l’Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA/IPPC; una decisione pienamente giustificata, che elencava un dettagliato elenco di motivi. Il ministero aveva incautamente contestato la decisione, argomentando oltretutto in maniera risibile per la ricostruzione dei fatti, e scarsamente sostenuta dal punto di vista giuridico, il proprio reclamo.

Infatti il 14 luglio la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti si è definitivamente pronunciata sui due provvedimenti, ed ha ricusato il visto di legittimità per entrambi i provvedimenti.

Dimostrata così in maniera definitiva la propria propensione ai comportamenti illegittimi, il ministero si trova quindi in grandissime difficoltà operative, poiché le necessarie nuove nomine dovranno seguire con la massima attenzione (una volta tanto!) le procedure legittime, e potranno concretamente essere sottoposte a registrazione non prima della fine dell’anno; nel frattempo risulta bloccata tutta l’importante attività autorizzativa del ministero, con tanti saluti alla “logica del fare” proclamata come regola dal governo. Una ulteriore prova dell’incapacità, leggerezza, mancanza di professionalità e incompetenza comunemente e giustamente attribuite al ministro e ai suoi collaboratori.

Delle quali incapacità, leggerezza, mancanza di professionalità e incompetenza, sotto il profilo della culpa in vigilando, c’è un altro gravissimo episodio. L’ISPRA, ente che è braccio operativo del ministero (ma forse è meglio dire era/dovrebbe essere, dato che il ruolo le è stato scippato dalla società SOGESID, gestita in modo padronale dall’uomo di Casini, Ing. Staderini), è di nuovo nell’occhio del ciclone. L’Ente infatti si trova da tempo in un grave stato di illegittimità, presieduta come è dal Prof. Bernardo de Bernardinis, già sottopanza di Bertolaso alla protezione civile, che risulta ineleggibile in quanto, al momento dell’ultima conferma da parte del ministro Galletti, risultava già colpito da una pesante condanna penale passata in giudicato. Il quale De Bernardinis, in combutta col DG Laporta e gli altri membri del CDA, dovendo coprire quattro posizioni di Capo Dipartimento, bandito un interpello, ha poi costantemente operato nel più assoluto dispregio di ogni regola di buona e corretta amministrazione; basti dire qui che in violazione della legge, che ne richiede la terzietà rispetto alla gestione dell’ente, la commissione di valutazione era composta tra gli altri dal presidente dell’ente e dal suo direttore generale; che in barba alla trasparenza dall’amministrazione non è stata fornita alcuna informazione pubblica in merito alle attività in corso; e che molte altre illegittimità hanno caratterizzato una procedura che ha portato alla nomina di coloro che erano stati pubblicamente e generalmente indicati come vincitori. L’episodio è stato così marchiano che ne hanno scritto, stranamente con una certa fermezza, anche i sindacati RDB, UIL e CGIL, e da formare oggetto di un lungo lancio della ADN-KRONOS, che si riporta in calce.

In tutta questa vicenda, che sta dando luogo ad una lunga serie di ricorsi e denunzie in sede civile, amministrativa e penale, il ministero ed i suoi uffici, ai quali è delegata per legge la sorveglianza sull’ente, hanno brillato per l’assenza di qualsivoglia iniziativa; se dovuta a ignoranza o a complicità, nessuno può dirli. A tutte e due?.

Concludendo: quando per responsabilità diretta (VIA-VAS e IPPC), quando per culpa in vigilando), il ministro Galletti e il ministero è come se non ci fossero; perché aspettare ancora? Perché non prendere atto della situazione e sciogliere il ministero, o almeno mandare a casa l’incapace Galletti? Sarebbe una cosa seria, e purtroppo alle cose serie questo governo non è abituato.

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Roma, 14 lug. (AdnKronos) – I vertici Ispra “facciano chiarezza sui
criteri utilizzati per le ultime nomine, che mostrano incoerenza tra i
requisiti richiesti e quelli posseduti”. Lo chiede la Uil Rua
sottolineando che “in particolare, per le strutture scientifiche, il
bando richiedeva ‘esperienza professionale, competenza organizzativa e
gestionale manageriale e-o tecnico, scientifico, operativa’ da
valutare però in relazione alla natura e caratteristiche degli
obiettivi da conseguire”.

“Conoscendo le esperienze ed i curricula dei neo-nominati capo
Dipartimento, essendo queste persone già dipendenti dell’Ente, siamo
perplessi -evidenzia il sindacato- nel rilevare che formazioni pur
eccellenti in ambito amministrativo siano state ritenute idonee – anzi
‘le più idonee’ tra tutti i partecipanti alla procedura – per
coordinare materie ed attività strettamente attinenti ad ambiti
scientifici complessi”.

“Non si può non rilevare come queste nomine siano in aperto conflitto
con quanto spesso dichiarato dal Presidente, sulla valorizzazione
delle competenze. Per essere precisi, -indica ancora Uil Rua– ci
piacerebbe che fosse davvero riconosciuto il merito: perciò ci
chiediamo se nelle scelte si sia tenuto conto dell’alta qualificazione
ed esperienza professionale nelle materie oggetto degli incarichi di
cui parlava l’interpello”. “Gli enti di ricerca sono in difficoltà
anche a causa di scelte scellerate effettuate all’atto delle nomine
politiche” afferma la Segretaria Generale Uil Rua, Sonia Ostrica. “Abbiamo avuto un professore di francese nominato
commissario e un promotore finanziario presidente, in enti di ricerca
in agricoltura” incalza. “Il presidente in carica del più grande ente
di ricerca, il Cnr, è stato scelto -ricorda Ostrica- dopo essersi
collocato terzo a pari merito con altri due, escludendo il ministro
vigilante i primi due. Poi ci si lamenta che l’Italia regredisce nella
classifica europea e mondiale?”.

“Sembra delinearsi un disegno per screditare le istituzioni pubbliche,
usando -afferma ancora Ostrica- le conseguenti difficoltà per
giustificare tagli, accorpamenti, fusioni, finanziamenti a privati”.
La sindacalista sottolinea quindi che “senza investimenti reali in
ricerca ed innovazione il Paese regredisce e si alimentano
disuguaglianze e povertà”. Ostrica chiede quindi alla politica di
essere coerente “tra ciò che afferma e ciò che fa”.

“Riconoscere il merito -osserva la sindacalista- significa anche
trovare le risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 7
anni nel pubblico impiego, e per stabilizzare i precari che consentono
di far fronte al blocco ultra decennale delle assunzioni”. “Le ultime
elezioni amministrative hanno mostrato una forte volontà di
cambiamento: la politica ne prenda atto, e cambi verso” esorta infine
Ostrica.

(Ada/AdnKronos)

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