San Giovanni Paolo e Winston Churchill: contro Hitler e contro ogni cedimento al nemico

Nella storia dell’umanità e delle comunità che la compongono, minacce dall’esterno o problemi di rapporti all’interno hanno periodicamente determinato il verificarsi di situazioni di estrema difficoltà; proprio in queste occasioni gli spiriti grandi trovano l’ispirazione per pronunziare grandi discorsi, che spingono a grande impegno, rafforzano gli animi e spesso contribuiscono a risolvere la situazione. Fu così quando, nel momento più buio della seconda guerra mondiale, quando la sconfitta e l’invasione tedesca sembravano imminenti, Winston Churchill dichiarò solennemente l’impegno dell’Inghilterra a resistere al nazismo, ad ogni costo. Ricorderete che egli, parlando a nome di tutto il suo popolo, disse: “Andremo fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo con crescente fiducia e forza crescente nell’aria; difenderemo la nostra isola, qualunque possa essere il costo richiesto. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo negli aeroporti; combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline; non ci arrenderemo mai”. Il discorso – un grand’uomo che interviene in un momento drammatico per aumentare la forza e la determinazione dei concittadini – è talmente forte che nemmeno la mia traduzione lo indebolisce, e contribuì in maniera significativa a rafforzare la determinazione e il morale della cittadinanza.

Ma la seconda guerra mondiale resta pur sempre solo un paradigma dei momenti terribili che stiamo vivendo noi, oggi; non siamo più in guerra con i nazisti, ma ci troviamo coinvolti in una guerra almeno altrettanto, se non più, drammatica di quella guerra guerreggiata, contro tentazioni e malvagità di tante persone e tante istituzioni che restano indifferenti alle difficoltà e ai dolori degli altri, e sono portati dal loro egoismo a compiere o a consentire crimini nefandi, qualificandoli oltretutto comportamenti leciti. Questa guerra, poi, è certamente più sanguinosa della guerra guerreggiata, se è vero, come è vero, che alla fine del 1945, dopo sei anni di guerra, furono contati circa cinquanta milioni di morti; e che oggi circa cinquanta milioni di morti l’anno sono gli aborti/omicidi che vengono praticati, e centinaia di migliaia nello stesso periodo i morti per l’indifferenza dei loro simili.

A richiamare tutti ad un maggiore impegno contro questo stato di cose, una voce molto più alta di quella di Churchill si è levata, a nome di tutti i cattolici e di tutti gli uomini giusti del mondo: quella di San Giovanni Paolo II, che in un suo discorso a Washington ebbe a dire: “Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata… Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l’autorità di distruggere la vita non nata… Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un’emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio… Ci alzeremo quando l’istituzione del matrimonio viene abbandonata all’egoismo umano… e affermeremo l’indissolubilità del vincolo coniugale… Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche… e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell’individuo ma anche per quello della società… Ci alzeremo quando la libertà viene usata per dominare i deboli, per dissipare le risorse naturali e l’energia e per negare i bisogni fondamentali alle persone e reclameremo giustizia… Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti vengono abbandonati in solitudine e proclameremo che essi sono degni di amore, di cura e di rispetto.

Due nobili appelli: l’appello all’impegno per la libertà, e quello che richiama il valore assoluto della vita umana, dal concepimento alla morte naturale. A quello di Churchill gli inglesi risposero con fermezza, e alla lunga riuscirono a vincere la guerra; a quello del Pontefice Santo mi sembra che ci sia, da parte di noi fedeli, ma forse anche da parte di alcune strutture della Chiesa, un impegno minore, specialmente in riferimento ad alcune delle proposizioni avanzate (il richiamo alla Amoris laetitia mi appare implicito, e non è necessario esplicitarlo).

Si tratta dell’eterna guerra tra il bene e il male, che si presenta secondo modalità aggiornate. È uno scontro in atto, che non potrà non vedere la vittoria del bene e di coloro che combattono la Buona Battaglia.

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