Su alcuni errori del Papa

Sono cattolico, ossequiente al Vescovo di Roma, che in quanto tale è Capo della Chiesa Cattolica; ad impartirmi l’istruzione e la formazione di base sono stati i Padri gesuiti, legati da un voto di speciale obbedienza al Papa; ho sempre considerato il Santo Padre Vicario di Cristo, infallibile quando parla ex cathedra, ma fallibile nelle pronunzie non dogmatiche. Insomma, chi mi definisse “un convinto papista” non sbaglierebbe di molto. Ma sto con Aristotele, e dico: ”amicus Plato, magis amica veritas”; quindi devo esprimere le mie critiche.

Anche perché, nel modesto bagaglio delle mie conoscenze di storia, ho ragionevole contezza della storia dei Papi per ricordare almeno alcuni Pontefici che hanno emesso giudizi – non dogmatici – errati, anche gravemente. È banale ricordare Urbano VIII e Galileo, ma da questo richiamo voglio trarre spunto per sottolineare il fatto che in quel caso l’Inquisizione e il Papa, nell’emettere il giudizio di condanna, non fecero che tradurre in termini giuridici la posizione largamente predominante all’epoca nella scienza ufficiale, cioè il geocentrismo. Il processo – caratterizzato dal massimo del garantismo possibile all’epoca per l’imputato, come erano tutti i processi davanti all’Inquisizione – fu riesaminato dalla Curia dopo un centinaio d’anni: è possibile che la stolida condanna del pisano abbia avuto un ruolo non indifferente nel far maturare, in tanti ignoranti e imbecilli, la convinzione che fede (la Chiesa) e scienza fossero tra loro incompatibili.

Dice un vecchio detto: historia magistra vitae: ma allora perché si è costretti a sentire dal Santo Padre discorsi clamorosamente errati – quanto meno straordinariamente avventurosi – nei presupposti scientifici, come quello pronunziato in occasione della festa pagana della Giornata del Creato, nel quale vengono utilizzate credenze diffuse ma tutt’altro che certe sull’andamento della temperatura sulla Terra per arrivare alla manifestamente errata descrizione di uno stato del pianeta disastroso in modo irreversibile?

I consulenti e i ghost writers del Papa, prima di indurlo a dire sciocchezze, avrebbero dovuto consultare i dati ufficiali sullo stato della Terra, facilmente disponibili, e forse fare qualche piccola, autonoma considerazione sul significato dell’elevazione costante delle aspettative di vita e della diminuzione della mortalità infantile.

Il fatto che il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana alla Giornata Mondiale della Gioventù abbia citato un brano della Bibbia mutilo dell’ultima parte, ribaltandone il senso, non costituisce certo una giustificazione per quello che non esito a definire un errore del Papa.

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