Pro memoria per me

Vita; libertà; famiglia: su questi argomenti non è lecita, ma neanche possibile, alcuna interlocuzione con chi li reclami in dubbio. Sono i cosiddetti “valori non negoziabili” che caratterizzano la nostra identità di fedeli e di cittadini; l’obbligo di affermarli e tutelarli ci è imposto dalla nostra fede cattolica, ma anche dal diritto naturale e (per ora) dalla Costituzione. In argomento stenderò – più che altro per me – un appunto concentratissimo.

Come sempre quando siano ben formate ed informate, e lavorino in buona fede, anche su questo argomento le menti umane riescono a vedere fede e ragione convergere su una conclusione unica e senza alternative, rispetto alla quale sarà possibile solo ragionare su mezzi e modi da utilizzare per attuarli, non nel merito dei principi. Inoltre tra difesa della vita, affermazione della libertà e promozione della famiglia esiste un legame stretto, una consequenzialità che rende impossibile separarle una dall’altra, o prevedere l’affermazione separate.

Il rispetto per la vita, di per sé indisponibile a intervento umano dal concepimento alla morte naturale, costituisce il presupposto essenziale della convivenza civile. Non può dirsi civile alcuna forma di convivenza che contravvenga a questo principio. Nel mondo attuale si praticano circa cinquanta milioni di aborti/omicidi l’anno, equivalenti al numero dei morti, fra militari e civili, causati nei cinque anni e mezzo della seconda guerra mondiale; e tra questi vanno contati anche quelli causati dall’Olocausto e dalle bombe atomiche. Credo che, anche solo per questo dato, possiamo ben dire che la razza umana ha da compiere molti passi prima di arrivare ad un livello accettabile di civiltà. Anche perché, oltre alla dilagante, vergognosa piaga dell’aborto, gli assassini sostenitori dell’eutanasia insistono per allargarne il campo di applicazione.

La libertà, nella accezione basilare di libero arbitrio, è l’attribuzione propria dell’uomo, che lo distingue dal resto degli esseri viventi e ne garantisce la somiglianza con Dio. Si parla spesso delle libertà al plurale, ma la libertà – che esiste non in quanto formalmente garantita, ma in quanto effettivamente esercitata – o è integrale o non è; o è assoluta, nei giusti limiti dettati dalle esigenze della convivenza sociale, o non è; nel concetto di libertà stanno tutte, e tutte insieme, le libertà: così, per esempio, la libertà religiosa e quella nell’educazione dei figli – i due aspetti che più ci interessano – non saranno effettivamente esercitabili in assenza di libertà di espressione o di garanzie per la libertà fisica.

La famiglia, già definita dal razionalista pagano Cicerone .. principium urbis et quasi seminarium rei publicae [De officiis, I, 54]”, è il principio necessario della società, quell’unione senza la quale la società non può venirsi a formare; essa viene poi riqualificata dalla cultura cristiana come rappresentazione dell’unione perfetta tra Gesù Cristo e la Chiesa, Sacramento talmente dipendente dalla scelta personale che ne sono Ministri i coniugi. È del tutto evidente, a qualsiasi mente raziocinante anche modestamente, che la famiglia è l’unione tra uomo e donna, istituita per il reciproco sostegno tra i coniugi ed allo scopo di procreare dei figli. Il matrimonio è un contratto uno, indissolubile e monogamico stipulato tra due coniugi: non ne può essere tollerato lo scioglimento al di fuori dei rarissimi casi previsti dall’ordinamento canonico; come fondamento sul quale posa lo stato di persone, può essere in qualunque momento oggetto di accertamento relativo all’esistenza dei requisiti richiesti al momento della stipula; qualunque manomissione, comunque organizzata o eseguita, e qualunque altro intervento, sono nulli e, perciò, inefficaci.

Famiglia, vita, libertà: tre temi sui quali non è lecito discutere o trattare; la nostra “buona battaglia” sarà aver difeso in argomento la verità e la giustizia. Battaglia dura e difficile; battaglia senza fine contro nemici numerosi e versipelle; battaglia per la quale, e solo se la combatteremo con il giusto impegno, la ricompensa ci verrà dopo la nascita alla vita eterna.

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