A casa, a casa!

Ormai è certo e provato: Renzi è un bugiardo, un mancatore di parola e un prepotente: in una parola, un cialtrone. Le prove che questi giudizi sono giusti le abbiamo vissute nell’ultima settimana, quando il nostro – immediatamente dopo aver subito la sbiossa del referendum – ha proclamato con enfasi la pubblica bugia del suo imminente ritiro. Poi ha parlato di dimissioni da Presidente del Consiglio, senza far più cenno all’impegno del suo ritiro dalla politica in caso di sconfitta già molte volte dichiarato, rimangiandosi la promessa a suo tempo pubblicamente assunta. E infine ha tenuto una direzione del Partito ridicola e imbarazzante, nella quale, omettendo qualsiasi riferimento alla catastrofe sua e dei suoi, ha impedito qualsiasi intervento. Che è anche un bel giudizio sulla spina dorsale dei membri della direzione PD.

Una brutta, bruttissima persona, insomma; uno di quei fiorentini dai quali è nata la definizione di “politica fiorentina” per designare una conduzione degli affari pubblici fondata sull’intrallazzo, l’interesse privato e la mancanza di parola.

A parte ogni considerazione sulla natura del bomba (astuto, manovriero, spregiudicato, certo; e anche furbo, ma non intelligente) stupisce che tanti osservatori si dichiarino sostenitori di un reincarico “per logorarlo”. Secondo me questa è una sciocchezza. Il contatto con il potere è per il nostro quello che per Anteo era il contatto con la Terra: gli fa riprendere le forze. Non avendo forza di pensiero né capacità di azione, è solo dalla gestione del potere (nella quale, va riconosciuto, è versato) che Renzi può trovare forza e risorse: sarebbe pertanto pericolosissimo dargli l’ossigeno di un ulteriore periodo a Palazzo Chigi. Oltretutto ciò gli concederebbe l’opportunità di contentare quelli della corte dei miracoli (pochi, per la verità) rimasti fin qui insoddisfatti: la garanzia di vedere in posti importanti altri boriosi incapaci, dediti solo a soddisfare gli interessi di Renzi e dei suoi amici e finanziatori, oltre a quelli già sistemati.

Dobbiamo, invece, contentarlo nei suoi programmi dichiarati: sconfitto, quindi a casa. E, naturalmente, bisogna escludere dall’incarico tutti i suoi fantocci, a partire da Zombie Gentiloni: è risaputo che le copie sono sempre peggiori dell’originale. Del resto costui è ben tagliato solo per il ruolo di sottopanza, come fu con Rutelli.

A casa, a casa! Con i suoi figlioli, sua moglie, la sua play station; e, poiché non è neanche deputato, la speranza che a Roma non si faccia più vedere.

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