Ignoranza, conformismo, vigliaccheria

In passato mi sono dilettato di attribuire dei premi “Castrone d’oro” a gente che sproloquiava su temi ambientali: l’iniziativa ha goduto di un certo apprezzamento tra i ventitre amici che sopportano di leggermi; in particolare fu apprezzato il “Castrone d’oro con fronde di quercia e diamanti” assegnato al disperso Pecoraro Scanio, per un ricco elenco delle immense castronerie che aveva detto e fatto.

È passato quel tempo, anche perché non ho più voglia di seguire la mala (nulla?) gestione che di un ministero ridotto ai minimi termini sta facendo lo pseudo ministro Galletti. E perché maiora premunt; stiamo infatti assistendo ad un profluvio di sciocchezze assai più gravi delle castronerie ambientali: iniziative che possiamo dire frutto di ignorante mascalzonaggine, assunte con riferimento ai fondamenti e alle caratteristiche della nostra cultura e del suo fondamento essenziale, cioè la religione nostra, cattolica, apostolica, romana.

E purtroppo ogni giorno si ha notizia di qualche nuovo exploit in questo senso: dal Presepio con due padri al fianco della culla (ignoranza della fisiologia e cedimento alla pestifera logica gender), a quello con la Madonna in burqa (ignoranza della tradizione, nata in Italia, del Presepio, e della storia del costume; aggravata per il fatto che ne è stato autore un chierico, parzialmente giustificato, peraltro, da vescovi segretari della CEI che citano la Bibbia in modo grossolanamente errato), alla direttrice scolastica che cambia il testo di un canto natalizio tradizionale per eliminarne il nome di Gesù (ignoranza della tradizione e della stessa natura della festa del Natale, che come dice il nome costituisce memoria e festeggiamento della nascita di Cristo). Il Natale infatti non è la festa della pace, né la prosecuzione inconscia dei saturnalia romani, né l’occasione per uno scambio di doni, ma la ricorrenza della venuta di Dio sulla terra e della sua incarnazione; se volete, il vero inizio del percorso assegnato all’umanità verso la riconquista piena della sua natura, naturalmente tendente all’amicizia col Signore.

Ho elencato solo pochissimi dei molti episodi della delirante imbecillità da ignoranti che trova corso oggi: ma di simili, purtroppo, se ne sono ripetuti troppi e in troppe occasioni negli ultimi tempi. Ripensare a questi episodi, però, mi solletica una domanda: possibile che chi se ne è reso protagonista sia talmente ignorante da essere spinto dalla sua sola ignoranza a compiere atti di tanta imbecillità? E trovo una risposta: che oltre all’ignoranza due componenti della motivazione che ha spinto questi cialtroni ad esternare la loro imbecillità siano il conformismo e la vigliaccheria.

Conformismo rispetto al “politicamente corretto” della sinistra al caviale e dei malfattori che godono, alla sua ombra, di ricchi guadagni male acquisiti; rispetto alla schifosa plebaglia di soggetti internazionali disposti a tutto pur di fare gli interessi di chi ha forza sufficiente ad imporli (vedi il premio Nobel per la pace al Presidente USA all’epoca appena entrato), e a succhiarci un po’ di sangue; dei prosseneti seguaci dello stesso scadente Obama, disposti a versare il sangue di propri connazionali e di chiunque in vista dei deliranti (e falliti) propositi di un nuovo ordinamento internazionale ; di chi seguita a trascurare la giustizia in nome di una misericordia imperfetta e mutilata, senza sapere (o senza ricordare) che l’una senza l’altra non può esistere. Insomma, pienamente disposti a seguire la corrente, senza preoccuparsi per l’assenza di un minimo di idee elaborate in proprio e di tracce di spina dorsale. E vigliaccheria rispetto alla prospettiva di uno scontro – che appare sempre più inevitabile, che anzi è già in corso – con i portatori dei valori della sedicente (e inesistente) civiltà islamica, contro i sanguinari assalitori, spinti alle peggiori (ma sempre vigliacche) imprese da un giusto complesso di inferiorità e da una invidia plurisecolare mascherata da religione.

Ignoranza, imbecillità e conformismo che si combinano in un comportamento al quale trovo giusto attribuire la qualifica di tradimento, tradimento della propria cultura e della civiltà occidentale nella quale siamo stati educati e siamo cresciuti. Non dico della comune cultura: costoro non hanno mai avuto una cultura retta e corretta, o l’hanno stolidamente dimenticata.

Reagiamo, quindi, contro l’espansionismo islamico come reagirono i nostri antenati a Poitiers, a Lepanto, a Vienna: stavolta senza usare le armi, a meno di strettissima necessità, ma usando con fermezza tutti gli strumenti che la legge, l’autorità e la nostra cultura ci mettono a disposizione.

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