Da Pecoraro Scanio a Galletti, dagli orologi ai vassoi: le misteriose sparizioni da ministeri e presidenze

Alfonso Pecoraro Scanio era persona di grande, delicata raffinatezza: il principale ricordo che ha lasciato al Ministero dell’Ambiente sono gli olezzi lasciati dai suoi seducenti collaboratori e qualche brandello di stoffe preziose.

Una prova di questa raffinatezza APS volle darla anche in riferimento alle abitudini idriche: beveva solo acqua certificata di qualità, servita in bicchieri di cristallo da un’elegante brocca di cristallo anch’essa; per trasportare l’apparato il ministro fece acquistare un bel vassoio d’argento, che il ministero pagò oltre tremila euro.

Sorpresa: ad un recente controllo il prezioso vassoio è risultato assente; né ulteriori, approfondite ricerche sono riuscite a ritrovarlo. Visto il regime di controlli giustamente stabilito a garanzia del nuovo ministro e dei suoi uffici, non c’è altra soluzione: ad essersene appropriato può essere stato solo qualcuno che in quegli uffici lavora. Naturalmente il ministro Galletti non è tra i sospetti: egli si muove in modo immateriale, senza influenza sul mondo materiale; è anche noto l’episodio del cronista che scrisse: a Palazzo Chigi è arrivato un taxi vuoto, e ne è disceso Galletti. Egli dunque non è in grado di trasportare con sé alcun vassoio; e allora, chi sarà stato?

Certamente non Raffaele Tiscar, ottimo e molto efficiente nuovo Capo di Gabinetto, arrivato al ministero a scomparsa avvenuta. Però …, però c’è da ricordare una curiosa coincidenza: che Tiscar era vice segretario generale a Palazzo Chigi quando avvenne un’altra sparizione, di beni di ben maggior valore d’un vassoio d’argento: si trattava dei dieci (o dodici, o quindici: nessuno – tranne il ladro – sa quanti) preziosi Rolex regalati a Renzi e alla delegazione italiana dal governo saudita nel corso di una visita di stato. Anche in questo caso, naturalmente, il colpevole non si sa chi sia: sappiamo solo che il furto non può essere avvenuto che dall’interno.

Ora, è chiaro che una coincidenza non fa prova, e neanche indizio. Però mi permetto di dare un consiglio: non mandate Tiscar alla Banca d’Italia, dove è conservata la riserva aurea dello Stato.

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