Il caso Lotti fa risaltare la mediocrità del Parlamento

Non so quanti di voi abbiano avuto la voglia (e lo stomaco) di assistere al dibattito sulla mozione di sfiducia al ministro Lotti. L’esito finale era scontato, quindi io ho cominciato a seguirla per pura curiosità, poi ho proseguito, affascinato dallo spettacolo maraviglioso che mi si prospettava: ho visto i rappresentanti più autorevoli della Nazione discutere per alcune ore su un tema – la fellonìa di un ministro in carica – che in altri tempi avrebbe causato alcuni duelli, accese polemiche giornalistiche, forse uno o due suicidi; il tutto a seguito di un dibattito sostanziato da accuse roventi, difese dotte e appassionate, analisi problematiche. Ma a niente di tutto questo si è assistito nella circostanza.

Ci sono stati, piuttosto, una presentazione della mozione rozza e approssimativa, schiamazzi da pollaio nevrotico, uno squittìo difensivo, tra il patetico e l’irritante, mal recitato dall’”imputato”, l’assenza – patetica anch’essa – di alcuni gruppi parlamentari. Il tutto tenuto a livelli qualitativi assai bassi: credo che in nessun parlamento del mondo sviluppato il dibattito su un argomento così importante si sarebbe tenuto a un livello così mortificante.

L’esito, scontato e irrilevante, è stata l’assoluzione di Lotti, che in verità interessava solo a lui, a Renzi e a Malagò, ma quel che è successo è importante perché certifica in maniera conclusiva ed irreversibile il pesante giudizio di assenza di qualità della classe politica attuale che tanti hanno dato e danno. Classe politica composta, tra l’altro, da persone incapaci di ricordare a memoria un intervento di dieci minuti fatto scrivere ad un minutante poco colto ma almeno alfabetizzato; e probabilmente ignare del vero significato di quel che andavano facendo.

Erano presenti, in quel consesso, membri di governo e aspiranti a diventarlo; uomini e donne; laureati e semianalfabeti; persone che avevano raggiunto un certo successo nella loro attività e impiegatucci piccolo borghesi. Una platea a prima vista diversificata, ma omologata dalla ottusa mediocrità trasudante da ogni parola, da ogni atteggiamento, persino da ogni sguardo. Lo svolgimento della riunione mi indusse una sconforto acuto, la sensazione della impossibilità di tirar fuori l’Italia dalla triste situazione attuale sotto la guida di quella classe che si riteneva dirigente, ed era talmente mediocre da non accorgersene nemmeno.

Ma può essere che non ci sia di meglio? Che non esistano giovani validi, culturalmente preparati e dotati della volontà necessaria a spazzar via il gruppo di piccolo borghesi dalla mentalità ristretta che oggi ci guida verso un regresso dal quale non hanno nemmeno idea che si possa uscire? Che, oltretutto, in larga parte è dedita agli intrallazzi e alle baratterie?

Credo che stia fra i doveri di ogni singolo cristiano cercare di fare in modo da cambiare questo stato di cose, suscitare energie nuove e sane, con la preghiera e con l’azione. E, con l’aiuto di Dio, ce la faremo.

PS. Leggo adesso del voto su Minzolini:basta cambiare nome e precisare le circostanze, e valgono le considerazioni fatte sopra.

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