Allora, c’è speranza!

Moltissimi sono i danni causati anche al nostro Paese dagli ambientalisti catastrofisti, da tutta la banda dei mentitori e profittatori che li seguono, dai molti che approfittano della confusione pescando nel torbido, e dai conformisti ignavi che accettano i loro vaniloqui per ignoranza, per pigrizia mentale e/o per quieto vivere. Coloro che fanno parte di questo mucchio di sciagurati ci hanno causato enormi sprechi economici con il blocco esercitato verso qualunque possibilità di diminuzione della dipendenza energetica nazionale; hanno determinato alluvioni e morti per aver impedito la manutenzione dei corsi d’acqua; ci hanno tagliato fuori da qualunque legittima aspirazione ad essere nel gruppo di testa della ricerca mondiale con l’ottusa opposizione a qualunque prospettiva di ricerca e sviluppo nel settore degli OGM; hanno ostacolato e spesso impedito la realizzazione di infrastrutture essenziali al rilancio della nostra economia; e, in quanto parti di una associazione a delinquere mondiale, hanno costretto noi e il resto del mondo a farci vittime della più grande truffa mondiale: l’origine antropica del riscaldamento globale. E ancora (attenzione, ché ci torneremo!) l’aver privato il gusto di noi poveretti di alcune delizie, sotto gli insulsi pretesti del cibo biologico, del chilometro zero e di un principio di precauzione male applicato.

Le bufale diffuse da decenni impazzano in tutto il mondo: ne sono pieni mezzi di comunicazione, televisioni, letteratura, cinema; addirittura, sfruttandone la forza propulsiva, il perdente di sfide sulla carta già vinte Al Gore si è portato a casa alcuni immeritatissimi premi, conferiti da stolidi conformisti proni al sistema di potere che in lui si è incarnato: il Nobel per la pace, in associazione con il soggetto che concentra i frutti del ricatto agli Stati per finanziare personaggi indegni (l’IPPC) e ricattare quelli onesti; il premio Oscar, per l’indegno falsodocumentario “Una scomoda verità”; e l’Emmy Award, per essersi fatto finanziare dagli arabi di Al Jazeera vendendo loro ad alto prezzo una emittentucola televisiva.

Molti altri errori sono stati commessi dai conformisti privi di consistenza scientifica e umana, e molti danni hanno provocato alla convivenza civile: credo che non saremmo lontani dalla verità stimando a centinaia, anzi a migliaia di milioni di dollari, il danno fatto. Al quale ora si aggiungono le conseguenze negative di una norma demenziale scritta nell’interesse esclusivo degli allevatori francesi e danesi, in applicazione della quale l’Unione Europea ha fortemente contingentato (ma in effetti proibito) l’importazione dagli USA di quella carne della quale i cittadini statunitensi si nutrono da decenni senza riportarne alcuna conseguenza negativa.

Poiché in politica, come in fisica, ogni azione genera una reazione uguale e contraria, il governo americano reagisce ora imponendo pesanti dazi sull’importazione di una serie di beni prodotti in Francia e Danimarca (e ha un senso), ma anche da noi; che abbiamo così non ottenuto i vantaggi del blocco delle importazioni, e ora saremo penalizzati nell’esportazione di alcuni prodotti dai nuovi, pesanti dazi imposti dall’amministrazione americana.

Anche di questo dobbiamo ringraziare i tristi figuri che hanno imposto a noi italiani e a mezzo mondo la logica di morte della quale sono portatori.

Per fortuna che, grazie a due leaders invisi a tutti gli squallidi conformisti di cui ho parlato sopra, possiamo celebrare due eventi in controtendenza, estremamente importanti: in USA, la messa in non cale delle stolide norme sull’inquinamento atmosferico derivante dall’uso di taluni combustibili, con particolare attenzione al carbone, che il “colto” Obama aveva emanato sconoscendo o volutamente ignorando i progressi fatti nel controllo delle emissioni. Gli Stati Uniti ne avranno più energia a minor prezzo, e più lavoro: cioè una vita migliore.

Putin poi, in una sua visita all’estremo nord del Paese, ha dichiarato che i cambiamenti climatici sono inevitabili e che all’attività dell’uomo non può essere attribuita alcuna responsabilità legata al fenomeno, invitando i governi di tutto il mondo ad adattarsi al problema del riscaldamento globale. A sostegno di quanto dichiarato, Putin ha ricordato che Il riscaldamento ha preso il via negli anni ’30, quando non poteva essere attribuito a fattori di origine antropica come le emissioni derivanti da attività industriali o dai trasporti; in mancanza delle quali, tuttavia, il fenomeno si è innescato. Il problema non è fermarlo, poiché è impossibile fermare un fenomeno connesso al ciclo naturale della Terra e all’attività del sole. La soluzione del problema sta nel trovare un modo per adattarcisi; magari distogliendo l’immane flusso di denaro oggi destinato alle fameliche bocche degli “scienziati”, e impiegandolo per studiare interventi volti a rendere sostenibili le conseguenze del fenomeno.

I due personaggi ricordati sono certo un pugno nell’occhio per tutti i conformisti imbecilli che sui giornali, in televisione o nei salotti seguitano a dar prova di tante cose che non vorrei ricordare a scanso di querele (mi limiterò a ricordare una singolare concezione di democrazia, a conferma del fatto che questi signori in gran parte sono gli stessi che hanno sostenuto i regimi liberticidi e sanguinari dell’Unione Sovietica, di Castro a Cuba, di Chavez in Venezuela, e via elencando veri dittatori). Ora l’unica cosa da aspettare è che si passi dalle parole ai fatti, per esempio cancellando il demenziale accordo di Parigi: se non ci saranno segnali in questo senso entro l’anno, vorrà dire che ci hanno deluso anche Trump e Putin.

È un segnale piccolo, ma importante: vuol dire che uno spiraglio verso la razionalità esiste: speriamo che l’umanità, con l’aiuto del Signore, se ne renda conto.

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