Verità e menzogne: a proposito di melassa

Come disse Churchill riprendendo un vecchio detto popolare, la menzogna avrà compiuto metà del giro del mondo prima che la verità sia riuscita ad infilare i pantaloni. Più modestamente, Donald Trump ha parlato molto di “fake news” a proposito di notizie fase o inesatte comparse sulla stampa americana, naturalmente con alla testa i super conformisti New York Times e Washington Post, vessilliferi mondiali della faziosità. Per scendere a livello infimo, Renzi e i suoi amici e complici ce l’hanno avuta con molti giornalisti, colpevoli a sentir loro – ma in questo caso è assai sospetta l’affermazione – di aver propalato cose non vere sul conto del giglio magico.

In questi giorni, sempre a proposito di bugie e notizie spazzatura, abbiamo una doppietta di livello assoluto, naturalmente sempre propalata dal NYT: l’imminente fine della Terra, prevista entro la fine di questo anno 2017 ad opera del pianeta “X” o “Nibiru” è la notizia clamorosamente falsa, tanto falsa da determinare al più un’alzata di spalle; certamente più grave è la pubblicazione, sempre avvenuta ad opera dell’ultra schierato NYT, di una bozza non approvata in corso di elaborazione da parte di alcune agenzie federali, ad opera di un certo numero di coloro che stanno contribuendo all’elaborazione del documento, secondo il quale il futuro del Pianeta dipenderà dalla quantità di emissioni di gas serra da parte antropica. Un attacco diretto alla sana decisione di Trump di uscire dal demenziale accordo di Parigi.

La prima “notizia” possiamo definirla, col giornalismo di un tempo, un serpente di mare, o, volgarmente, una puttanata: propalazione tipica del periodo estivo, quando di notizie vere ce ne è in giro pochine. A chiuderla basta una risata.
Il secondo episodio, invece, fa parte di un contesto ben più grave: infatti è un evento della guerra che la melassa statunitense conduce contro il Presidente eletto dai cittadini, in difesa dei propri privilegi. Guerra condotta con faziosità e rabbia, utilizzando menzogne e comportamenti scorretti, da coloro che vivono da parassiti sul lavoro altrui; di questa squadra, naturalmente, fanno parte democratici e repubblicani, oves et boves et universa pecora. È un contesto simile alla melassa italiana, all’accordo Renzi-Gianni Letta; qualcosa di molto simile al “trio monnezza” Merkel-Macron-Gentiloni, campioni europei del conformismo mainstream e dell’ossequio ai poteri forti.

Con l’aggravante che quello che hanno tenuto i funzionari che hanno diffuso la bozza di documento è un comportamento da felloni, mancatori degli obblighi di riservatezza propri di chiunque eserciti una funzione pubblica, e – nel divulgare un documento ancora privo delle richieste approvazioni – traditori del vincolo gerarchico che appartiene a chiunque operi in una qualsivoglia struttura. Personalmente mi auguro che Trump ne imponga il licenziamento: non per quello che hanno scritto, ma per come lo hanno diffuso; e vadano a farsi pagare uno stipendio da Hilary Clinton, da Soros o da altri lestofanti.

Del resto, il testo ricevuto e pubblicato di soppiatto non dice niente che le trombette della melassa mondiale non avessero già propalato migliaia di volte; non ci ha insegnato il dottor Goebbels che una bugia viene tanto più creduta per quanto più è grossa e per quante più volte viene ripetuta? Del resto la melassa

(USA e mondiale) con il nazismo ha molto da spartire, dall’eugenetica al controllo delle nascite, fino all’animalismo.
La verità è che gli uomini sono divisi in due categorie: quelli interessati al benessere generale, quindi al progresso civile e morale degli interi corpi sociali; e quelli interessati solo a se stessi e a ciò che gli interessa. È evidente che quelli della melassa sono della seconda categoria: il benessere del loro gatto è più importante della vita dei diseredati del Bangla Desh, ai quali per tranquillità di coscienza viene destinato qualche piccolo aiuto materiale, senza poi interessarsi se in Bangla Desh ci arrivi davvero o si fermi nelle tasche di qualche ricca ONG guidata da qualcuno che fa parte del giro. E nella melassa, insieme alle persone che si autodefiniscono “per bene” (e qualcuno ci crede pure), ci sono anche nazisti, comunisti, animalisti, paleoambientalisti, truffatori di ogni tipo, e simile lordura.

Partendo dalle fake news, dalla fine del mondo e dal riscaldamento terrestre, siamo andati via via generalizzando, per arrivare ad attribuire qualità e difetti ai nostri simili: ma è il destino di queste note, partire da un tema ristretto per allargare via via il discorso. È il mio modo di fare, se non vi piace evitate di leggermi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...