Fuori i ladri dai grandi progetti

Le recenti vicende collegate al MOSE, con la lunga catena di arresti e incriminazioni, sollecitano risposta all’interrogativo: è possibile realizzare grandi opere senza incorrere in reati e corruzioni? Certo vi posso dire che è stato possibile in passato, e deve essere possibile anche per quegli interventi (EXPO, MOSE), che sono i primi di grandezza significativa dopo oltre cinquant’anni di immobilismo delle istituzioni. Ricordo che per ritrovare gli ultimi grandi lavori occorre risalire a quelli per le Olimpiadi del 1960, che rifecero Roma e le permisero di sopportare lo sviluppo impetuoso che ha avuto fino al 2006.

I lavori realizzati furono molti e importantissimi: il Villaggio Olimpico, la Via Olimpica, il viadotto di Corso Francia, il Palazzo dello Sport, il Palazzetto, i Lungotevere, il Muro Torto, il Velodromo, la sistemazione dello Stadio Olimpico e del Flaminio, la Via dei Papi, le sponde del Lago d’Albano e la funicolare; a Napoli i porticcioli, le strutture per la vela e lo Stadio S. Paolo; l’Aeroporto di Fiumicino. E scusate se è poco. Tutte queste attività furono svolte senza dar luogo a rilievi degli organi di controllo; solo per l’Aeroporto una manovra politica interna alla DC causò una Commissione di Inchiesta che si concluse con le più ampie assoluzioni.

Per il MOSE all’origine dei problemi sta la legge 789/84, che stabilì la concessione automatica e senza gare di tutti i lavori in laguna ad un soggetto privato, il Consorzio Venezia Nuova, garante con il suo consociativismo degli equilibri politici ed economici. Sull’operatività di questa struttura sarebbe interessante ascoltare il Senatore Zanda, che ne fu Presidente dal 1986 al 1995, quando la lasciò per andare a presiedere l’Agenzia per il Giubileo, operante secondo norme straordinarie.

Al di là dei confronti con le realtà attuali, varrà la pena notare che i lavori per le Olimpiadi vennero .svolti senza far ricorso a norme emergenziali; che stazione appaltante per i lavori fu sempre lo Stato, direttamente o tramite i suoi uffici od organi ordinari; che i lavori furono completati in meno di tre anni; che gran parte degli stessi sta ancora svolgendo egregiamente le proprie funzioni; che la città di Barcellona, per le Olimpiadi del 1992, colà celebrate con straordinario successo, dichiarò espressamente di volersi ispirare al “modello Roma”.

Quando vogliamo, noi italiani siamo molto bravi e facciamo cose straordinarie. Il problema è costituito dai delinquenti che si infiltrano per fare gli affari propri. Non dico con la mannaia, ma bisogna trovare il modo di farli fuori.

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