I decreti legge di Renzi il furbo

La Costituzione (art. 77) rende legittima l’emanazione di decreti legge solo in casi di necessità ed urgenza. L’articolo 15 della legge 400/88, al comma 3, parla chiaro: il contenuto dei decreti legge “deve essere specifico, .. omogeneo”. La Corte Costituzionale, con le sentenze 171/2007, 128/2008 e soprattutto con la 22/2012, ha affermato che è illegittimo (quindi nullo e non applicabile) il decreto legge qualora non ne sia esaurientemente documentata la necessità e l’urgenza, o il suo contenuto non sia omogeneo.

Il Consiglio dei Ministri venerdì 13 (!) ha approvato un decreto legge dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di agricoltura e tutela dell’ambiente”, del quale appare assai difficile documentare la necessità ed urgenza, ed è assolutamente inesistente l’omogeneità di contenuto. Sull’elaborazione della parte ambientale il Ministro ha posto (per vergogna?) un assoluto embargo su qualunque informazione, tanto che le norme sono state elaborate non dal competente ufficio legislativo, ma dai collaboratori personali del Capo di Gabinetto.

Ma quello che più stupisce sono alcune norme inserite nel testo: per esempio la titolarità della nomina del direttore del Parco delle Cinque Terre da parte del Ministro (in deroga; e dov’è l’urgenza? Nel fare una marchetta ad Orlando? Certo il ministro della Giustizia è meglio tenerselo buono!); e alcuni piccoli, irragionevoli aggiustamenti delle autorità di bacino fatti solo per meschine questioni di potere. Ci sono poi delle pecche più grosse: nella procedura di requisizione di alcuni depositi di rifiuti, eccetera: mi riservo di tornare meglio sull’argomento una volta che abbia potuto vedere un testo pubblicato. Certo che Renzi scrive poco per quanto parli molto. Annunzi si, ma testi niente: è proprio fiorentino!

In questa vicenda, come in altre che sono in corso, sorprende la pochezza della squadra del leader: la Presidenza ha un ufficio, il DAGL, che a parte qualche porcheria che si era voluta fare non è mai stato sorpreso, finora, in debito di qualità negli interventi. Quando era diretto da fior di giuristi.

Le ultime voci provenienti dal ministero dell’ambiente informano poi che il ministro sta procedendo velocemente verso lo spostamento della sede dalla attuale ad altra sulla quale vi ragguaglierò. Narra una leggenda romana che il ministro che cambia sede non rientrerà mai più in alcun governo. La leggenda fino ad oggi si è sempre avverata. Staremo a vedere: in caso di ulteriore conferma, dal trasferimento non verrà alcun bene al Ministro. All’Italia si.

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