Questo ministro non ha poteri

A elezioni svolte, ci si accorge che un tema è stato del tutto assente, se non per un qualche accenno: l’ambiente. Non vale a confutare questa affermazione il fatto che fosse presente una lista ambientalista: nessuno ne ha parlato e nessuno, per fortuna, l’ha votata; i verdi sono riusciti a dover combattere con i resti dei montiani, un combattimento estremo nella speranza (delusa per ambedue gli schieramenti) di arrivare all’uno per cento.

Tornando ai temi ambientali, nessuno dei partiti seri li ha agitati; nei programmi non se ne parlava; in definitiva non gliene frega niente a nessuno. Se vogliamo analizzare l’atteggiamento dei singoli partiti, vedremo che il PD ha rimasticato vecchi slogan incolti e irrazionali: non è per questo che ha preso tutti quei voti. Grillo non ha mai parlato di ambiente; nel suo modo grossolano ha parlato spesso contro temi ambientali, rivolgendosi a quelle paure di origine psicotica che persone disinformate e non ragionanti dirigono verso le sconosciute novità tecnologiche. Superficiale e all’acqua di rose l’approccio di FI: ha sollecitato stucchevolmente l’ottusa genìa degli ambientalisti, che non hanno votato. Degli altri non vale la pena parlare: la sinistra uguale a se stessa, becera e incolta; e NCD/CDU, che pure detiene inutilmente il ministero, non pervenuto.

Ma le elezioni sono solo lo specchio della vita reale, nella quale oggi dell’ambiente non c’è chi si occupi seriamente; il campo, dentro le pubbliche amministrazioni e fuori di esse, è rimasto in mano ad alcuni marpioni dediti esclusivamente alla coltivazione del proprio utile, e che gestiscono gli affari pubblici per canalizzare flussi di denaro verso le proprie casse private. Gli esiti di tali comportamenti sono due: l’arricchimento personale; l’incappare in possibili vicende a rilevanza penale n. In quest’ultimo caso, l’eliminazione di un “operatore” si volge a vantaggio dei rimanenti: al ministero dell’Ambiente, dopo i fatti recenti, nelle alte sfere si respira un’aria compiaciuta e stimolante, in attesa degli scontri per la successione.

Già, il ministero dell’Ambiente. Manca poco a tre mesi dall’insediamento del Governo, ma né il Ministro né il suo staff riescono a trovare il bandolo della matassa; e così i burocrati, che dovrebbero essere esecutori di ordini, fanno i padroni. Si tratta, oltretutto, di burocrati nel senso peggiore del termine, solo dediti al proprio interesse e a bloccare i concorrenti, come stanno tentando di fare in extremis col nuovo regolamento. Dio salvi l’ambiente italiano, perché questo ministero non ci riuscirà.

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